Piano Casa, Meloni annuncia: “Investiamo 10 miliardi”. Le misure | Video

giovedì, 30 Aprile 2026
3 minuti di lettura

Il Consiglio dei ministri ha dato ufficialmente il via libera a quello che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, definisce senza esitazioni come “un provvedimento corposo e articolato che ci sta particolarmente a cuore”. Durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, la premier ha spiegato che il nuovo Piano Casa affronta frontalmente “una delle priorità più sentite dai cittadini”, con l’obiettivo dichiarato di permettere finalmente a migliaia di famiglie di ottenere “un alloggio di qualità a prezzi accessibili”.

Piano Casa, il piano varato da Meloni e Salvini

La strategia del governo si articola su un doppio binario, pubblico e privato, con una visione che punta al lungo periodo senza però rinunciare a interventi immediati. “Il nostro scopo, se sommiamo i dati che derivano dalle diverse direttrici del piano, quindi sia la parte pubblica sia la parte privata, è quello di rendere disponibili oltre 100 mila nuovi alloggi, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, nei prossimi dieci anni”, ha sottolineato Meloni, precisando che per raggiungere questo traguardo verranno messi in campo “fino a 10 miliardi di euro di risorse pubbliche ai quali si devono sommare gli investimenti privati che insieme chiaramente generano un moltiplicatore”.

Sul fronte dell’operatività immediata, il testimone passa al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, che ha tracciato una tabella di marcia serrata per il recupero del patrimonio edilizio esistente ma attualmente inutilizzabile. “L’obiettivo è recuperare entro un anno dall’approvazione del decreto 60 mila appartamenti ad oggi non assegnati perché fuori norma, perché occupati abusivamente, perché non hanno gli infissi, perché bisogna rifare gli impianti, perché hanno materiali o impianti da sistemare, in tutte le regioni italiane”, ha dichiarato il ministro. Secondo Salvini, si tratta di una sfida che vede una scadenza precisa: “Un anno da ora, quindi a primavera 2027”, viene fissata “la riconsegna dei 60mila appartamenti popolari”.

Per rendere possibile questa operazione, il governo punterà sulla capillarità del tessuto produttivo italiano, dato che “lavoreranno le piccole imprese anche perché servono piccoli lavori di manutenzione” con un costo stimato tra i 15 e i 20 mila euro per alloggio.
Parallelamente alla costruzione e al recupero, il governo ha deciso di intervenire con fermezza sulla tutela della proprietà e della legalità, approvando un disegno di legge con dichiarazione d’urgenza sul tema degli sgomberi. Meloni ha spiegato che si tratta “di un pacchetto di misure che serve a rendere più efficace, veloce la liberazione di quegli immobili che sono occupati abusivamente”. La premier ha poi dettagliato la natura tecnica dell’intervento: “Interveniamo sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto, tagliamo i tempi per le esecuzioni, introduciamo una procedura accelerata e d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rilascio dell’immobile”. Il concetto di fondo espresso dalla presidente è chiaro: “Quindi da un lato creiamo le condizioni per costruire più case e dall’altro ci occupiamo di liberare case abusivamente occupate per restituirle ai legittimi proprietari, anche per aumentare la disponibilità di alloggi sul mercato”.

Un passaggio fondamentale del Piano riguarda poi il sostegno diretto alle famiglie e ai giovani per l’acquisto della proprietà, attraverso il rifinanziamento del fondo di garanzia per la prima casa. Meloni ha rivendicato con orgoglio la paternità della misura, ricordando di averla istituita quando era ministro della Gioventù e criticando i governi successivi che l’avevano “un po’ progressivamente snaturata”. Oggi, il fondo torna alla sua missione originaria con uno stanziamento pluriennale di 670 milioni di euro fino al 2027. “Abbiamo previsto che la garanzia statale arrivi al 90% nel caso delle famiglie numerose, quindi rendiamo bancabili persone che altrimenti non lo sarebbero”, ha precisato la premier, ricordando come, dall’inizio del mandato, siano già stati erogati 250 mila mutui proprio grazie a questo potenziamento.

Infine, il piano non dimentica le nuove fragilità sociali, con un intervento specifico per chi affronta le difficoltà economiche di una rottura familiare. Salvini ha infatti annunciato una voce di bilancio dedicata esclusivamente ai genitori separati per il triennio 2027-2029: “Sono 60 milioni di euro, e quello che ho in mente è un contributo fra i 400 e i 500 euro al mese per un anno per i genitori che dopo la separazione o il divorzio escono di casa, spesso continuano a pagare il mutuo o l’affitto nonostante in casa resti l’altro coniuge ed evidentemente hanno esaurito le risorse”. Con questo stanziamento, il Ministero conta di poter dare un sostegno concreto a circa 15 mila genitori in difficoltà. Per coordinare questa imponente mole di interventi, il governo ha scelto di puntare sulla semplificazione e sulla velocità, prevedendo commissari e autorizzazioni uniche per i grandi investimenti perché, come ha concluso sinteticamente Meloni, “dobbiamo correre”.

Matteo Salvini ha voluto dare un volto geografico e produttivo all’operazione di recupero dei 60 mila alloggi. Il ministro ha evidenziato come l’impatto sarà particolarmente forte nel Nord Italia, precisando che “17mila sono soltanto in Lombardia”. Non si tratterà di grandi opere isolate, ma di un diffuso piano di manutenzione che coinvolgerà direttamente il tessuto economico locale: “Lavoreranno le piccole imprese anche perché servono piccoli lavori di manutenzione”, un dettaglio che trasforma l’emergenza abitativa in un’opportunità di crescita per l’artigianato e l’edilizia di prossimità. L’obiettivo è recuperare queste 60 mila case nel 2027.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.