Il Movimento 5 Stelle ha presentato nella sede del partito a Roma, un pacchetto di cinque proposte di legge sul contrasto alla criminalità organizzata. A illustrarle, in conferenza stampa, il leader Giuseppe Conte insieme al senatore Roberto Scarpinato e al deputato Federico Cafiero de Raho. Le misure spaziano dai controlli nelle carceri di alta sicurezza alla lotta alla collusione dei colletti bianchi, fino al divieto di giudizio abbreviato per i capi mafia e all’introduzione della cosiddetta prescrizione territoriale.
“Non sono semplici proposte per noi, ma sono delle battaglie”, ha dichiarato Conte, che ha inquadrato l’iniziativa come una risposta diretta all’azione dell’esecutivo. “Il governo Meloni ha fatto molto ma in negativo: ha spuntato le armi, di fatto ha contribuito a un forte arretramento nella lotta contro le mafie e contro l’illegalità”, ha aggiunto il leader pentastellato.
Antimafia, le cinque proposte di legge antimafia del M5S
I disegni di legge saranno presentati da Scarpinato al Senato e successivamente depositati alla Camera. Tra i contenuti: potenziamento dei controlli nelle carceri di alta sicurezza, misure contro la collusione tra criminalità organizzata e cosiddetti colletti bianchi, esclusione del rito abbreviato per i vertici mafiosi e introduzione della prescrizione territoriale per impedire ai condannati di tornare nei territori in cui operavano.
Conte ha richiamato l’esito del recente referendum sulla giustizia come segnale politico da non ignorare. “Bisogna fare piazza pulita di queste norme, non dimenticandoci dello schiaffo sonoro mandato da 15 milioni di cittadini, che hanno bocciato le proposte di questo governo in materia di giustizia”, ha detto. Il leader del M5s ha poi annunciato l’intenzione di portare il tema al tavolo comune delle opposizioni: “Porteremo con forza un netto taglio con l’eredità pericolosa del governo Meloni in materia di antimafia”.
Scarpinato: “Non ci si può commuovere davanti all’auto di Falcone e restare inermi”
Il senatore Scarpinato ha posto il tema in termini netti. “Bisogna decidere se fare un’antimafia di facciata oppure prendere concretamente il toro per le corna”, ha spiegato. Nel mirino, in particolare, due interventi normativi dell’esecutivo: l’abolizione del reato di abuso d’ufficio e la modifica dell’articolo 270 del codice penale in materia di intercettazioni. “Queste scelte hanno privato lo Stato di strumenti importanti nella lotta alla mafia”, ha precisato Scarpinato, che ha concluso con un riferimento esplicito: “Non ci si può commuovere davanti all’auto di Giovanni Falcone e poi rimanere inermi davanti a tutto questo”.
De Raho: “Nordio ci accusa di visione panmafiosa, ma è ciò che vuole il popolo italiano”
Il deputato De Raho ha difeso l’impianto complessivo delle proposte, citando in particolare l’abrogazione dell’abuso d’ufficio. “Era una norma a favore dei sindaci che rispettavano le regole ed è stato abolito, nonostante il parere contrario dei procuratori distrettuali dell’Antimafia”, ha detto. De Raho ha poi replicato alle critiche del ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Ci ha accusato di avere una visione ‘panmafiosa’ perché vogliamo norme sulla criminalità organizzata dappertutto. Ma crediamo che sia quello che vuole il popolo italiano”.



