Nuovo ct della Nazionale cercansi: sarà Andrea Pirlo oltre ogni ragionevole dubbio?

mercoledì, 15 Luglio 2026
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Andrea

Dicono che il predestinato sia Andrea Pirlo. Che sia lui il prescelto da Giovanni Malagò, Paolo Maldini e Leonardo. I tre ne stanno parlando confrontandosi su ogni aspetto, secondo la politica dei piccoli, ma ponderati, passi inaugurata dal neopresidente federale. Volendo cavillare, Pirlo, ex grande centrocampista di Milan e Juventus, interpreterebbe la visione di Maldini e di Leonardo, con una moderna idea di calcio, mentre Malagò non avrebbe ancora archiviato il ritorno di Roberto Mancini. Il nome del commissario tecnico dovrebbe, in ogni caso, spuntar fuori dal cilindro nel fine settimana.

Il nuovo corso punta su un metodo completamente diverso rispetto al recente passato. Se finora la scelta del ct era sostanzialmente nelle mani del presidente federale, stavolta, per volere dichiarato di Malagò, il peso dell’area tecnica sarà determinante. Il leggendario capitano del Milan, direttore tecnico e presidente del Club Italia, insieme a Leonardo, nel ruolo di supervisore, avranno un ruolo centrale nella decisione finale, condivisa con il presidente federale.

Tra tutti i nomi valutati, Conte, Mancini, Pioli, Guardiola, Pirlo, quest’ultimo sembra maggiormente capace incarnare la filosofia della nuova Nazionale. L’ex regista azzurro rappresenta un allenatore ancora giovane, ma già abituato a lavorare sotto pressione, caratteristiche molto apprezzate da Maldini e Leonardo. In verità la sua esperienza in panchina non gronda di gloria: dopo l’esordio exploit nella 2020 come tecnico della Juventus, la sortita in Turchia e la deludente avventura a Genova, sponda sampdoriana, il suo percorso è tutto da consolidare, ma proprio questa prospettiva di crescita viene considerata un valore aggiunto.

La concorrenza resta agguerrita e di altissimo livello. Antonio Conte rappresenta una garanzia soprattutto nella capacità di affrontare subito il problema entrando rapidamente nella testa dei giocatori. Per settimane è stato il nuovo ct in pectore prima che Maldini accettasse. La sua esperienza e il suo profilo carattere rimangono qualità che la federazione tiene in grande considerazione.

Anche Roberto Mancini conserva le proprie possibilità. Anche se paga ancora sul piano reputazionale le frettolose dimissioni di inizio agosto di tre anni fa, l’ex ct conosce perfettamente l’ambiente azzurro e la sua visione del calcio è molto vicina a quella di Maldini e Leonardo. E piace, come detto, a Malagò. Allo stesso tempo, però, la volontà di aprire un nuovo ciclo potrebbe spingere la Federazione verso un profilo differente, di maggiore prospettiva.

Più complessa la suggestione che porta a Pep Guardiola, allenatore “clamoroso”, come clamoroso sarebbe il suo ingaggio. Il tecnico catalano affascina i vertici federali, che vedrebbero in lui il simbolo ideale della rinascita. Restano però da superare ostacoli di carattere economico: attorno all’eventuale approdo dell’ex allenatore del Manchester City si muoverebbero certamente sponsor e partner, ma trovare la quadra in breve tempo sarebbe complicato.

Malagò, Maldini e Leonardo vogliono arrivare alla decisione finale senza forzare nella piena condivisione in modo che nessuno dei tre possa, un attimo dopo, ancora alimentare delle perplessità. Gli osservatori, però ritengono che Pirlo abbia guadagnato terreno negli ultimi giorni.

Un altro snodo sarà l’assemblea della Lega Serie A, in programma il 23 luglio a Milano. In quella occasione Maldini e Leonardo illustreranno ai presidenti dei club il progetto del nuovo Club Italia e le linee guida del nuovo corso. Sarà anche l’occasione per spiegare il ragionamento che ha portato alla scelta del nuovo commissario tecnico.

Tutti hanno fiducia in Madini, autentico monumento del calcio italiano, anche se c’è chi, come Daniele Garbo, già giornalista a Mediaset, si lascia scappare un garbato commento ironico: «Aspettiamo la nomina del ct, ma al momento mi sembra che si stia costruendo un attico lussuoso su di un edificio fatiscente».

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