Trump torna ad attaccare il sistema di voto americano. Nel discorso alla nazione di ieri sera ha denunciato: “Le elezioni sono vulnerabili ai brogli e al rischio che vengano rubate”, promettendo poi di lavorare con le autorità locali per mettere al sicuro le midterm di novembre. Duro colpo al momento più alto della politica a stelle e strisce e non solo, il presidente ha dedicato gran parte dell’intervento alle presunte desecretazioni di nuovi documenti per dimostrare vulnerabilità e interferenze straniere. Come esempi ha citato Venezuela e Cina. Secondo Trump la Cia infatti avrebbe informazioni su un complotto del regime di Nicolas Maduro per truccare le elezioni. La Cina invece sarebbe responsabile della più vasta violazione di dati elettorali della storia, con l’acquisizione illecita dei dati di 220 milioni di elettori e un tentativo di fabbricare schede illegali per Joe Biden. “Pechino non voleva che Trump vincesse”, ha detto, accusando il “Deep State” di aver insabbiato le informazioni. L’attacco si è esteso alle macchine per il conteggio, definite vulnerabili agli attacchi, e ai 278.000 non cittadini registrati a votare. Non ha risparmiato poi la stoccata ai media: Abc e Nbc non hanno trasmesso il discorso perché: “Sanno quanto è corrotto il sistema e sono parte del complotto”. Minacciata anche la revoca delle licenze. Attacchi random quasi simili a chi si sta arrampicando sugli specchi proprio per accaparrarsi consensi prima del declino. Sul resto, il Tycoon ha rivendicato record a Wall Street e il miglior dato sull’inflazione da sei anni. Su Iran e Medio Oriente: “Stiamo vincendo e presto vedrete i frutti”. Ovviamente non sono mancate da subito le reazioni dei democratici primo tra tutti: Il governatore dem della California Gavin Newsom che ha tuonato: “Le frodi elettorali sono estremamente rare, e quasi sempre commesse da cittadini americani”. Anche la Fox ha replicato di non poter corroborare le dichiarazioni del presidente. Alcune reti hanno scelto di non trasmettere in tv per non diffondere bugie. Un presa di posizione rara negli States. Segno forse che qualcosa scricchiola nell’amministrazione? A pochi mesi dal voto, Trump riaccende il mantra del 2020. Denuncia brogli, attacca i media e promette documenti. L’obiettivo dichiarato è la sicurezza, quello temuto è la delegittimazione preventiva.Il discorso è un mix di campagna elettorale e strategia politica. Sul piano interno, Trump rilancia il tema che lo ha tenuto al centro della scena dal 6 gennaio: il voto non sicuro. Lo fa a 4 mesi dalle midterm, quando i sondaggi danno il suo partito in difficoltà. In ultima battuta l’accusa a Cina e Venezuela di interferenze serve a internazionalizzare il sospetto. Attaccare le macchine e gli elettori internazionali serve a indicare bersagli concreti.



