Il caso del gioielliere Mario Roggero a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori durante una rapina alla sua gioielleria di Grinzane Cavour ha riacceso il dibattito politico sulla legittima difesa. Mentre Roggero si è costituito nel carcere di Bollate per scontare la pena Futuro Nazionale ha presentato oggi a Roma una proposta di legge che ridisegna i confini della legittima difesa. Ma il dibattito della conferenza stampa si è alzato anche sulle parole della premier Meloni – che nell’intervista a Il Giornale ha chiuso all’ingresso di Vannacci in coalizione – e agli scontri a Bologna.
Futuro Nazionale ddl legittima difesa, quattro pilastri della proposta
La proposta di legge è stata illustrata in conferenza stampa dalla deputata Laura Ravetto, affiancata da Edoardo Ziello e Rossano Sasso. Il testo si regge su quattro modifiche strutturali al codice penale.
Il primo intervento riguarda il superamento del concetto di “grave turbamento”, introdotto nel 2019, sostituito da quello di “pericolo percepito”. “La giurisprudenza ci ha rimandato il messaggio che si tratta di un concetto improbabile e irraggiungibile”, ha dichiarato Ravetto. “È abbastanza semplice per un giudice seduto alla scrivania con l’aria condizionata valutare ex post l’attualità o meno di un pericolo. Ma mettiamoci nei panni dei soggetti di cui viene violata l’abitazione, vengono aggrediti i familiari, derubati i beni: qual è la percezione del pericolo?”
Il secondo punto modifica l’articolo 614 del codice penale, estendendo la legittima difesa alle “immediate vicinanze” dell’abitazione o dell’attività commerciale. “Ci sembra ovvio che quando un soggetto subisce una violenza nella sua attività commerciale e la scena si riporta nelle immediate vicinanze si dovrebbe poter applicare il principio di legittima difesa”, ha spiegato Ravetto.
Il terzo elemento prevede l’eliminazione di qualsiasi risarcimento ai parenti dei criminali. Il quarto introduce, per gli over settanta, la possibilità di misure alternative al carcere: “Abbiamo espressamente previsto che nel caso di legittima difesa, se l’uccisione di un criminale è commessa da un over 70, sia escluso il carcere”, ha precisato Ravetto. “Noi siamo dalla parte delle persone per bene e non dei criminali.”
Futuro Nazionale non risparmia attacchi al centrodestra di governo. Ziello ha ricordato che emendamenti analoghi erano già stati presentati — e bocciati — durante l’iter del decreto sicurezza di aprile. “La maggioranza è sempre più camaleontica e si avvicina a noi, ci rincorre costantemente. Per risolvere un problema adesso, poteva approvare le nostre proposte mesi fa”, ha detto Ziello.
Più duro Sasso: “Prendiamo atto che il centrodestra moderato si è svegliato da un torpore durato quattro anni, ma ci voleva purtroppo la vittima sacrificale Mario Roggero”. Il deputato ha poi aggiunto: “Perché il governo Meloni non fa un decreto legge? Perché si vuol fare solo propaganda? È più efficace un emendamento da proporre in un decreto o le passatelle davanti alle carceri o le proposte di candidature irrealizzabili?”
Ravetto ha concluso: “Se le nostre proposte fossero già state approvate in fase emendativa, anche per il principio del favor rei, avrebbero ovviamente risolto il caso di Mario Roggero.”
Lo strappo con Meloni: “Delusi dalle sue parole”
In parallelo alla conferenza stampa, i deputati di Futuro Nazionale hanno commentato l’intervista rilasciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al quotidiano Il Giornale, nella quale la premier ha di fatto chiuso le porte a Vannacci citando i voti del partito contro la fiducia al governo insieme alle opposizioni.
“Ci lascia veramente stupiti”, ha detto Ziello. “Si dimentica che inizialmente avevamo deciso, facendo una scelta contro l’interesse di un partito appena nato, di votarle la fiducia su un decreto importante. Di fronte a questa nostra manifestazione di volontà di dialogare, lei ci ha risposto con censura, indifferenza e derisione.”
Ziello ha poi precisato la posizione del partito: “La fiducia deve essere da entrambe le parti. È evidente che Futuro Nazionale deve agire in forma consequenziale, come ha fatto del resto il generale Vannacci.” Sasso ha concluso: “Spetta alla leader di una coalizione decidere se allargarla. L’iniziativa dovrebbe partire da lì.”



