Berlino accusa Mosca e chiude ultimo consolato. E’ guerra ibrida? 

mercoledì, 2 Settembre 2026
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Scontro aperto tra Russia e Germania. Esaminando le cause del ritrovamento del drone imbottito di esplosivo trovato il 4 agosto all’aeroporto di Lipsia, si arriva alla coclusione: non era un gesto isolato. “È stato condotto per conto della Russia”. Con questa frase il governo tedesco ha rotto un mese di silenzio e ha accusato formalmente Mosca dell’attentato. In conferenza stampa a Berlino i ministri dell’Interno e degli esteri alemanni hanno illustrato le conclusioni dell’intelligence: la tecnologia rinvenuta, l’interazione tra i componenti e il livello di pianificazione indicano un’operazione professionale, con un alto grado di conoscenze tecniche e organizzative. L’esecuzione finale, dicono, è stata affidata ad agenti di basso livello, reclutati sul posto. “Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida”,sono le conclusioni del ministro dell’interno del governo Merz. La risposta di Berlino è immediata. Due misure simboliche e pesanti: la chiusura il 18 settembre prossimo del consolato generale russo di Bonn, l’ultimo rimasto in Germania dopo la stretta del 2023, e la rescissione del contratto per la Casa Russa a Berlino, centro culturale considerato da tempo copertura per attività d’influenza sovietica. Misure che ovviamente hanno provocato una dura reazione di Mosca che ha già minacciato rappresaglie. Dal canto suo la Germania ha incassato la solidarietà di UE e NATO, che parlano di: “minaccia sistemica” e ora lo scenario potrebbe appesantirsi. Per ora il governo non ha invocato l’articolo 4 del Trattato, che prevede consultazioni tra alleati in caso di minaccia, ma la valutazione è in corso. Considerando che Lipsia non è un aeroporto qualsiasi: è il principale hub cargo di DHL in Europa e uno snodo logistico chiave per gli aiuti all’Ucraina. La Germania cambia quindi strategia. Fino a ieri la linea di Berlino era stata quella della prudenza: sabotaggi, incendi, droni avvistati, ma mai un’accusa diretta. Con Lipsia il governo Merz fa un salto politico. Accusare apertamente Mosca di un tentato attentato esplosivo in un aeroporto civile significa ammettere che la guerra ibrida non è più ai margini, è arrivata nelle infrastrutture critiche. La scelta di non parlare di guerra, ma di bersaglio quotidiano, è chirurgica: serve a tenere unito il fronte interno ed europeo, evitare il panico, ma giustificare misure drastiche come la chiusura totale della rete consolare russa. Tra analisti e geopolitici si pensa che questo sia il modello che vedremo nei prossimi mesi: niente carri armati, ma droni, sabotaggi e spie. Dal canto suo L’Europa sarà costretta a decidere se rispondere con sanzioni o con una vera difesa comune contro l’ibrido.

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