Milano come Parigi? Ebbene si. Sicuramente la guerriglia urbana del popolo del social che a colpi di tik tok si da appuntamento in piazza per protestare merita attenzione e non solo pugno duro e ha sicuramente delle analogie con l’histoire parigina. Duomo chiuso, vetrine sfondate e 200 ragazzi in Questura intanto il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a notte fonda ieri ha convocato il vertice di sicurezza. Ma andiamo alla cronaca. Dopo la guerriglia di sabato per il caro-vita, domenica c’è stato un nuovo assalto organizzato sui social. Nel mirino Foot Locker, Carrefour, Rinascente. 80% dei partecipanti alla guerriglia sono minorenni. A Palazzo Chigi stretta all’orizzonte. Non c’è stato nemmeno il tempo di contare i danni. Milano ha vissuto la sua seconda notte consecutiva di guerriglia urbana. Domenica 18 ottobre, a meno di 24 ore dagli scontri durante le manifestazioni contro il caro-vita e il caro-carburanti, il centro è stato di nuovo travolto. L’appuntamento, lanciato sui social come a Parigi, era in piazza Duomo. Poi la scheggia impazzita: gruppi vestiti di nero, volto coperto, rapidi, mobili. Hanno colpito a ondate via Torino, Cordusio, Corso Vittorio Emanuele, Largo Cairoli, Corso Garibaldi, San Babila, Cadorna. Il copione identico: sedie, tavolini dei dehors, transenne e monopattini usati come arieti contro le vetrine. Saccheggiati Foot Locker, il negozio Champions, un Carrefour dove un addetto alla sicurezza è stato aggredito a bastonate e tentato l’assalto alla Rinascente. Galleria blindata, Duomo chiuso in anticipo ai turisti. Il bilancio: oltre 200 persone fermate per accertamenti, poi accompagnate in Questura. Nel primo conteggio delle 19 erano 160. L’80% di loro sono minorenni*. Non arresti, ma identificazioni. Molti con precedenti identificazioni già il giorno prima. Le forze dell’ordine hanno risposto con antisommossa, lacrimogeni e idranti. Sullo sfondo il bilancio pesante di sabato a livello nazionale: 28 arresti e 141 agenti feriti. E la politica si è mossa. La premier Giorgia Meloni ha annunciato sui social, con la foto del dirigente di polizia Angelo De Simone ferito da una pietra sabato, di aver convocato per oggi, lunedì 19 ottobre, un vertice a Palazzo Chigi sull’ordine pubblico. Al tavolo Piantedosi, vertici dell’Intelligence e delle Forze dell’Ordine: obiettivo dichiarato uno su tutti: “valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos”. Ieri intanto il Viminale ha già fatto il punto con il Capo della Polizia e il questore Megale collegato da Milano. Duello a distanza tra il sindaco Sala, che chiede più uomini per Milano, e il Viminale. Il dato che fa tremare Palazzo Chigi non sono i 200 fermati, ma quell’80% di minorenni. Non è più la categoria del black bloc strutturato e politicizzato. È una generazione che trasforma la protesta sociale quella vera sul potere d’acquisto in una scorribanda organizzata sui social. Usare il pugno duro e usare il Daspo urbano e responsabilità genitoriale non servirà ma sarà necessario intercettare su Telegram e TikTok una guerriglia che si convoca come un rave party, con ragazzi che non hanno ancora la carta d’identità valida per votare, ma già abbastanza veloce per sfondare una vetrina. Milano non è Parigi, ma le somiglianze non sono più una suggestione.



