Tajani: “A lavoro per autotrasporti. Poteri ai militari? Stop dal Colle, io ero favorevole” | Video

mercoledì, 21 Ottobre 2026
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Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato a margine del Forum della Coldiretti a Roma, affrontando i principali temi di attualità: dalla crisi dell’autotrasporto ai disordini di Milano, fino all’ipotesi di ingerenze esterne e al nodo dei poteri ai militari.

Sul fronte dell’autotrasporto, Tajani ha inquadrato la questione come “il nodo fondamentale” alla base delle difficoltà di approvvigionamento registrate in alcune aree del Paese. “Il Governo ha già riunito ieri i rappresentanti del settore dell’autotrasporto”, ha dichiarato il ministro, precisando che “c’è una trattativa in corso” e che l’esecutivo “ha messo a disposizione 480 milioni”.

Tajani ha respinto l’allarme sugli scaffali vuoti: “Non ci sono scaffali vuoti, ma non vengono trasportati i prodotti perché ci sono dei blocchi”. Il ministro ha quindi indicato la priorità: “Vediamo di accelerare il passaggio dei mezzi, soprattutto per il fresco e per i farmaci di prima necessità e salvavita”. Per il comparto agricolo, ha aggiunto, “il costo del carburante è stato abbassato; è stato fatto tutto ciò che si poteva”.

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Sulle violenze e i saccheggi avvenuti a Milano, Tajani ha respinto le letture dell’opposizione che con Elly Schlein hanno detto basta repressione. “Il giustificazionismo è inaccettabile da parte della sinistra”, ha affermato il vicepremier, aggiungendo che le forze progressiste “sono in grande difficoltà” perché Milano “è una città amministrata dalla sinistra”.

Il ministro ha escluso qualsiasi attenuante sociale: “Nessun malessere può portare ai furti nei negozi, a distruggere i negozi, a saccheggiare i supermercati. Non c’è una crisi alimentare, quindi si tratta di delinquenza minorile che deve essere punita”.

A chi ha parlato di repressione, Tajani ha replicato con nettezza: “No, non è repressione, è prevenzione”. Ha poi difeso il dispiegamento delle forze dell’ordine: “Lo Stato c’è, lo Stato deve far sentire la sua presenza, e anche la presenza di 500 militari per le strade significa che ci sarà un controllo maggiore”.

Tajani non ha escluso che dietro i disordini possano celarsi interferenze straniere. “Putin? Io non escludo che possa esserci una regia esterna”, ha dichiarato il ministro, definendo “ragionevoli e condivisibili” le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto sul tema. Tajani ha ricordato l’attivazione di una direzione generale alla Farnesina per la sicurezza cibernetica e ha puntato il dito su piattaforme e disinformazione: “Con le fake news e tutte le notizie che arrivano, l’uso di TikTok, i messaggi sempre contro la civiltà occidentale, bisogna verificare”.

Il vicepremier ha rivelato il retroscena sull’ipotesi, poi accantonata, di conferire ai militari schierati a Milano poteri di polizia giudiziaria. “Io ero favorevole a dare maggiori garanzie ai militari che operano sul territorio”, ha spiegato Tajani, sottolineando che “poter effettuare un arresto sarebbe importante proprio per garantire anche questi militari”. Il ministro ha aggiunto di aver ritenuto “giusto che venissero date a tempo determinato le stesse funzioni che ha l’autorità giudiziaria”. L’ipotesi è tuttavia tramontata: “Poi c’è stata un’interlocuzione con il Quirinale e non si è fatto. Quella era la mia idea e tale rimane”, ha concluso.

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