Il Grande Reset non è altro che il nuovo volto del capitalismo, che per essere attuato ha bisogno di fare tabula rasa del modello socio-economico che abbiamo conosciuto sino ad oggi. A giugno 2020, durante l’incontro del Forum di Davos, che come ogni anno riunisce i principali esponenti del mondo economico, politico e sociale su scala mondiale, stavolta da remoto a causa della pandemia, è stato annunciato esattamente un “great reset del capitalismo”, cui tutti i Paesi e le aziende sono esortati a partecipare. L’esperienza pandemica è stata portata come prova della capacità dell’uomo di cambiare radicalmente il proprio stile di vita e rappresenta perciò un’occasione preziosa da non sprecare. A guidare la ristrutturazione e governare il nuovo modello sarà una partnership tra governo, grandi aziende e attori istituzionale e sociali di rilievo, in grado di intercettare i bisogni della popolazione e di realizzare il bene collettivo. L’obiettivo, condiviso in modo pressoché unanime dai vari portatori d’interesse è la costruzione di una società più equa, inclusiva, digitalizzata e, punto fondamentale, Green. La lotta al cambiamento climatico e l’introduzione della Quarta Rivoluzione Industriale, che ruota intorno allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, sono le due colonne portanti del disegno.
Sono perfettamente d’accordo quando dice che per alcuni il Grande Reset possa sembrare un’utopia e per altri una distopia. Tuttavia, forse per esigenze di sintesi e di rivolgersi al grande pubblico, è come se il suo tentativo di non presentarlo come un complotto si sia rivelato un boomerang. Il piano è tema di interesse e studio degli economisti e delle istituzioni internazionali da tempo, non solo di Schwab che ne è un mero portavoce, seppur autorevole. La crisi del Covid è stata colta subito come catalizzatore per l’attuazione del reset, mentre il Green Pass rappresenta una sua derivazione, aberrante e prevalentemente italiana, ma non il grimaldello, come afferma Freccero: il piano è già nella sua piena fase attuativa. Inoltre, come dicevo, non si può comprendere la natura del Grande Reset se non si fa riferimento alla Green Economy, all’ideologia che la anima e al continuo allarme lanciato sulla questione climatica che, come affermato da più voci – tra cui gli stessi Draghi e Cingolani – richiederà grandi sacrifici, addirittura superiori a quelli causati dal Covid.
Ni. Dare l’illusione di vivere ancora in democrazia attraverso il ricorso a uno strumento democratico, quale il referendum, è fuorviante. Tutt’al più siamo in una democratura, in cui il potere sulla popolazione è esercitato attraverso il totale controllo dell’informazione e dell’opinione pubblica, completamente manipolata e tenuta in uno stato di paura costante. Inoltre le tempistiche sono molto lunghe. Tuttavia, se verrà approvato appoggerò la causa.
L’Italia rappresenta il laboratorio di sperimentazione del Grande Reset, nel nostro Paese viene testato fino a che punto il progetto possa spingersi, in termini di controllo sociale della popolazione e annullamento di diritti finora garantiti. Per quanto riguarda l’ aspetto economico, essendo il nostro tessuto produttivo costituito prevalentemente da piccole e medie imprese, soffrirà molto per l’attuazione di un modello che punta al gigantismo e a lasciare il mercato alle grandi aziende e multinazionali. C’è poi il problema dei costi delle politiche ambientali, che già si sta ripercuotendo sulle bollette e, a cascata, sui costi del consumo. Infine non dobbiamo illuderci che il problema del debito sia stato archiviato definitivamente, ricordiamoci che prima dell’avvento della pandemia eravamo ossessionati e terrorizzati dallo spread. Questa è solo una parentesi concessa dall’Unione Europea, presto si tornerà a fare i conti




Analisi estremamente interessante e reale, tutto procede secondo programma. Purtroppo l’informazione deviata non consente la presa di coscienza generale, pur nei limiti dell’eventuale opposizione, resa quasi utopistica dal ritardo già estremo con cui ciò sta emergendo. L’Italia non può che essere il laboratorio sperimentale perché in nessun altro paese al mondo vi è una radicalizzazione socio-economica e religiosa così stratificata: è l’ideale di modello sperimentale da applicare al resto del mondo
Vi sta bene tutto questo? Sul serio vi sta bene?!!! Beh Auguri a tutti voi, sul serio, Tantissimi Auguri!!!