Le prossime tappe per la terza dose e l’efficacia dei vaccini. Quali nuove…

lunedì, 25 Ottobre 2021
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Le terze dosi stanno funzionando molto bene e le immunizzazioni pure. “Ad oggi sono state somministrate oltre 700mila terze dosi” ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo al question time alla Camera dell’altro giorno e sottolineando che sarà valutata “la terza dose eventualmente anche per altre categorie che oggi sono escluse”. “La terza dose – ha ricordato il ministro – è stata autorizzata in sintonia con le valutazioni delle autorità di regolazione prima di tutto per gli immunocompromessi”.

Ma come si fa la terza dose? Esistono due strade: la dose addizionale è una terza dose a completamento del ciclo vaccinale, può essere somministrata dopo 28 giorni dal completamento del ciclo primario ed è riservata agli immunocompromessi e fragili con malattie pregresse. La dose booster invece va attesa dopo 6 mesi dalla somministrazione della seconda dose di vaccino.

Ma la terza dose spetterà a tutti? “Per la scelta di fare la terza dose a tutti – ha spiegato Andrea Costa, sottosegretario alla Salute – siamo in un ambito in cui la politica deve prendere atto di quelle che saranno le indicazioni scientifiche, su questo credo sia opportuno dividere in maniera netta le competenze: la politica si deve assumere la responsabilità di declinare le scelte, ma lo deve fare sulla base di quello che la scienza ci dice. Oggi le indicazioni che abbiamo sono di procedere con la terza dose sui fragili e gli ultrasessantenni”. Costa ha poi aggiunto che è “ragionevole pensare che ci sarà un’estensione. Il compito del governo è farsi trovare pronto per la somministrazione e sotto questo aspetto garantiamo di esserlo, sia per quanto riguarda la logistica sui territori che per la disponibilità di vaccini. Le indicazioni ci dicono che è ragionevole pensare che si andrà verso la terza dose diffusa e lo faremo gradualmente. Questa tattica ci ha fatto raggiungere numeri straordinari che ci consentono di proseguire nel percorso di ritorno alla normalità”.

Quanto all’efficacia dei vaccini ad oggi la situazione è più magmatica.

Tutte le persone che si sono vaccinate con Johnson e Johnson  saranno tenute a fare un  rinforzo già dopo due mesi dalla somministrazione. Anche se under 60. Ad annunciarlo è stato il professore Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, dopo la recente pronuncia dell’autorità regoatoria americana, la Food and drug administration.

“L’Fda – ha spiegato Ricciardi – ha appena approvato la dose booster sia per chi è stato vaccinato con Moderna che per chi ha avuto Johnson e Johnson, ma mentre per gli immunizzati Moderna il richiamo (come per Pfizer) è previsto dopo almeno sei mesi dalla seconda somministrazione, per Johnson recenti studi hanno rilevato che, essendo un monodose, già dopo due mesi l’efficacia della protezione diminuisce sensibilmente, soprattutto con la variante Delta. È dunque necessario che chi ha optato per questo vaccino,essendo meno protetto, effettui la dose booster”.

 

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