Sanremo fra palco e realtà

Musica

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Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e così tra palco e realtà, giusto per citare Luciano Ligabue, più volte tirato in ballo da Carlo Conti durante le conferenze stampa. E infatti non si può di certo dire “buona la prima”, che seppur abbia avuto un ottimo 49,34% di share con quasi 12 milioni di spettatori, qualche inciampo c’è stato, ma causato principalmente dalla musica in gara, o per essere più precisi dagli artisti che le hanno presentate.

Diciamo pure che l’inizio è stato disastroso, Chiara Galiazzo, Grignani, Malika Ayane, traditi dalla tensione, Grignani e Alex Britti, salvato quest’ultimo dalle corde della sua chitarra, ma non abbastanza per il televoto.

Il superospite TIZIANO FERRO riesce a far rialzare l’asticella, mettendo tutti d’accordo, pubblico in sala, pubblico a casa, testimoniata dai vari social, e le due sale stampa, che lo applaudono, cantano coralmente la straordinarietà di questo campione di eccellenza della musica italiana, apprezzato ovunque sul globo, che in maniera magistrale si emoziona ed emoziona, si inchina sul palco ed è doppia standing ovation, al punto che sembra doveroso continuare a ringraziare per sempre la coppia Alberto Salerno – Mara Maionchi per aver scoperto e donato il suo talento al pubblico italiano ed internazionale di chi ama seriamente la musica.

Prima di tornare alla gara, una parentesi voglio dedicarla alle 3 donne: la spagnola Rocìo non riesce nel suo intento di suscitare la sua simpatia, e ogni volta era un “ritenta sarai più fortunata”, al punto che Conti ogni volta corre ai ripari annunciando la canzone successiva, al contrario Arisa anche se emozionata  tiene bene il ruolo di valletta, che impacciata, mostra di conoscere i tempi televisivi, vista la sua precedenza esperienza ad X-Factor. Emma in versione principesca, inizialmente tesa, viene fuori nelle uscite successive, un buon 6 e mezzo lo meritano.

Ritornando alla gara, non è andata meglio ai DearJack, che sbagliano proprio tutto, voglio sperare perché colti dalla tensione della prima, ma salvati dal televoto delle giovanissime fans. Lo show offre anche lezioni di stile canoro e non è un ospite, né tantomeno un artista in gara, ma la straniera concorrente, la Lara Fabian, quella di Adagio per intenderci, che seppur con un brano non tra i migliori della sua carriera, canta dritto e non fa una sbavatura, in una lingua madre che ovviamente non è la sua. Ma come nella stragrande maggioranza dei casi il pop-pubblico italico non apprezza e boccia spendendola tra quelli a rischio eliminazione.

Un po’ dubbioso mi lascia il tanto atteso ritorno di Albano e Romina, emozionante specie per lei, e che ha dato addirittura un supporto agli operatori di ripresa, che fino ad allora non eran stati certo perfetti in molte inquadrature e movimenti, andandosi a cercare le telecamere, come una rockstar navigata, mentre infelice è stato il tentativo goffo di Albano di eseguire delle flessioni imbarazzanti in modalità “guarda come dondolo” e con il rischio di restare lì bloccato. Fortunatamente, la sua voce ancora regge!

Pollice verso per Nesli e per la strana bella coppia Di Michele – Coruzzi, sguardi teneri come la canzone “Io sono una finestra”, un testo magnifico, una poesia stupenda, effettivamente se non fosse passata per il palcoscenico del Festival avrebbe rischiato un tremendo flop editoriale. Chi invece vola nella prima serata, è Annalisa, tra le candidate, da settimane alla vittoria finale, alla vittoria, alla sua terza partecipazione, e che con Nek, anche lui impeccabile, nell’esecuzione e con un bel brano, compone la coppia d’assi calata dalla Warner Music, che potrebbe fare uno sgambetto alla super rappresentata Sony.

La vitalità dell’ospitata degli Imagine Dragons a fine gara, fatta per tenere fino alla fine incollati i giovanissimi, vien subito spenta da incomprensibili imitazioni, tanto che anche in sala stampa si leggeva un BOH! stampato sulla fronte di tutti.

Per cui, sentitamente chiudo il bilancio della prima serata con un pensiero dedicato a te, Carlo Conti, continui a dichiarare che ti diverti, ma fai divertire anche noi, perché il monologo di Siani …. bah, lasciamo perdere, molte delle battute ispirate o copiate da molti suoi colleghi cabarettisti campani (lo sketch sulla Salerno-Reggio Calabria era la brutta copia di quella del suo collega Simone Schettino), a parte che avrebbe fatto meglio a darsi una lavata di capelli in albergo prima di arrivare all’Ariston. Per chi vien considerato l’erede di Troisi, ci aspettavamo altro. Sicuramente invece degno di nota il suo gesto di donare l’intero compenso per la sua apparizione a chi ne ha più bisogno.

Vediamo se si recupera stasera? Viste le voci di corridoio ho qualche perplessità, perchè pare ci sia qualche trashata in vista poco felice. STAY TUNED

Antonio Dinuzzi

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