Confermato ergastolo per Bossetti in Appello

Cronaca In Rilievo

La Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha confermato la condanna all’ergastolo di Masimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio, ricalcando in pieno la sentenza di primo grado. Bossetti era stato arrestato il 14 giugno del 2014 nel cantiere in cui lavorava a Dalmine.
Secondo l’accusa, gli elementi contro di lui erano granitici e la sentenza di primo grado era stata “ineccepibile”. Dalla prova del Dna – aveva detto il sostituto pg Marco Martani che ha sostenuto l’accusa nel processo di secondo grado – era arrivata “l’assoluta certezza della sua responsabilità“.
Una camera di consiglio infinita, durata 15 ore, segno di una decisione combattuta, visto che i giudici della corte d’assise d’appello di Brescia si erano ritirati per decidere alle 9.30 del mattino.
Alla fine però, a mezzanotte e mezza, esce un verdetto – letto dal presidente Enrico Fischetti – che ricalcata in pieno la sentenza di primo grado.
La moglie di Massimo Bossetti, Marita Comi, non è riuscita a trattenere le lacrime dopo la conferma della condanna all’ergastolo per il marito. La donna era in aula con gli avvocati e la madre dell’imputato. Prima che Bossetti fosse riportato in carcere ha salutato la suocera, Ester Arzuffi, e la sorella Laura.
L’imputato aveva rilasciato delle dichiarazioni spontanee lanciandosi una disperata autodifesa: “Questo è il più grave errore giudiziario di questo secolo – aveva detto leggendo da un foglio estratto da una cartellina rossa – Yara poteva essere mia figlia o la figlia di tutti voi. Neppure un animale meriterebbe una fine così, tanto dolore, tanto accanimento, tanto sadismo. Non oso immaginare il dolore dei familiari”.

V. Z.

 

Condividi!

Tagged