Festa del Cinema di Roma: Stronger. La recensione

Cultura e Cinema

Condividi!

Sinossi
Per riconquistare il cuore di Erin (Tatiana Maslany), che lo ha lasciato,  Jeff Bauman (Jake Gyllenhaal) prepara un cartellone e si piazza sulla linea di traguardo della maratona di Boston. Ma Erin non finirà mai la gara perché una bomba esplode uccidendo e ferendo pubblico e partecipanti. Jeff è tra le vittime dell’esplosione. Amputato delle due gambe, Jeff ha visto uno degli attentatori e aiuta gli agenti dell’FBI a identificarlo. Ragazzo ordinario, diventa simbolo di resilienza ed eroe nazionale malgrado lui. Se la famiglia cavalca l’onda improvvisa della notorietà, Erin sembra l’unica ad accorgersi del dolore di Jeff, che vorrebbe solo rimettersi in piedi. Il percorso non sarà facile, per ‘camminare come un uomo’ non bastano due gambe nuove. 

Recensione 
David Gordon Green (suo l’ottimo Joe presentato nel 2013 a Venezia 70) con Stronger fissa il suo sguardo sul tremendo attentato dalla maratona di Boston del 2013, tragedia che ha ferito 264 persone e coinvolto Jeff Bauman di cui il film racconta la storia personale.

Con una narrazione lineare, che si affida a sporadici flash-back per i ricordi sull’attentato del protagonista, il regista statunitense riesce subito a farci entrare in empatia con la storia.
Aiutato anche da un ottimo cast, che se vede in Gyllenhaal la punta di diamante con un’interpretazione magistrale, può contare anche sulla credibile performance dell’intera famiglia e della convincente interpretazione della Maslany che ben caratterizza il personaggio.

Il film si concentra sui moti interiori di Jeff, costretto a superare i propri limiti per ritrovare una sorta di “normalità”, ma ci parla anche dell’enorme potere di distorsione che hanno i media che trasformano in un immenso show tutto ciò che ruota intorno a quello che hanno innalzato come simbolo della resistenza bostoniana. 

Stronger
, inserito nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma, ha il merito di affrontare tematiche importanti senza cadere nella banale retorica o nell eccessiva enfasi. Il risultato è un’ottima opera equilibrata ed onesta.

Vittorio Zenardi

 

Tagged

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.