Il Pd contro le fake news. Ecco il testo della proposta di legge

Digitale Politica

Il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda e la senatrice Rosanna Filippin hanno predisposto un disegno di legge per contrastare la diffusione su internet di contenuti illeciti.
L’obiettivo del provvedimento si legge nel ddl è quello di limitare fortemente la pubblicazione e la circolazione di contenuti che configurino delitti contro la persona e alcune altre gravi fattispecie di reato che potremmo definire complessivamente come delitti contro la Repubblica.

Rischio censura?

“Censura? Nessuno interviene prima, sottolinea la senatrice. Ognuno può pubblicare liberamente ciò che pensa”.

Ma se poi il contenuto pubblicato configura un reato, ad esempio diffamazione di una persona o istigazione all’odio razziale, che si fa?
“Certo, il soggetto autore del post illecito può essere perseguito, può essere querelato, giudicato e magari anche condannato. Ma nel frattempo il suo post diffamatorio può continuare tranquillamente a circolare? Fermare la condivisione di contenuti illeciti: questo dovrebbe essere il primo dovere del gestore del social network. Mi si dirà: ma allora affidiamo solo ai gestori il giudizio sulla illiceità dei post”.
Per questo, evidenzia ancora: “nel nostro disegno di legge è prevista una seconda istanza. Cioè una autorità terza ed imparziale a cui possono rivolgersi sia l’utente che non ha ottenuto soddisfazione con il suo reclami sia il social network che non sa come procedere. Per noi è il Garante, per la privacy ed il meccanismo utilizzato è già stato introdotto nel nostro ordinamento con la legge sul cyber bullismo. Perchè dunque non utilizzarlo anche per altri reati commessi sui social?”.
Ecco di seguito il testo del disegno di legge Zanda-Filippin:

Articolo 1
1 La presente legge si applica ai fornitori di servizi di social network elettronici. considerato social network ogni piattaforma internet che, a fini di lucro, consente agli utenti di condividere e scambiare qualsiasi tipo di contenuto con altri utenti o di renderlo accessibile al pubblico. Le piattaforme che offrono contenuti giornalistico-redazionali per i quali il fornitore o il gestore dei servizi é direttamente responsabile non sono considerate social network ai sensi della presente legge. Sono altresì escluse le piattaforme elettroniche che forniscono e gestiscono servizi di comunicazione individuale.
2 Il fornitore di servizi di social network è esonerato dagli obblighi di cui agli articoli 2 e 4 della presente legge se la piattaforma elettronica ha meno un milione di utenti registrati sul territorio nazionale.
3 Sono considerati illeciti ai fini degli obblighi del fornitore di servizi di social network individuati dalla presente legge i contenuti che configurano i delitti contro la persona di cui agli articoli 595, 600-ter, 600-quater, 600-quater. I , 600-quinquies, 612, 612-bis del codice penale, nonché all’articolo 167 del codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
4 Sono considerati illeciti ai fini degli obblighi del fornitore di servizi di social network individuati dalla presente legge i contenuti che configurano i delitti di cui agli articoli 255, 270-bis, 270-ter, 270-quater, 270-quater.1 , 270-quinquies, 270-quinquies.I , 270-sexies, 302, 403, 414, 414-bis, 416, 416-bis, 421, 49 1-bis, 6 17-ter, 617 -sexies, 640-ter del codice penale, all’articolo 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645, nonchÈ all’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654.

Articolo 2

(Gestione dei reclami relativi a contenuti illeciti da parte del fornitore di servizi di social network)

1 Il fornitore di un servizio di social network deve predisporre una procedura efficace e trasparente, conformemente ai commi 2 e 3 del presente articolo, per la gestione dei reclami relativi a contenuti illeciti di cui all’articolo 1, commi 3 e 4. Il fornitore del servizio deve mettere a disposizione degli utenti una procedura di presentazione dei reclami relativi a contenuti illeciti facilmente individuabile, direttamente accessibile e permanentemente disponibile.
2. La procedura deve garantire che il fornitore del servizio di social network:

a) venga immediatamente a conoscenza del reclamo ed esamini se il contenuto è illecito e debba essere rimosso o reso inaccessibile;
b) Rimuova un contenuto manifestamente illecito o ne blocchi l’accesso entro 24 ore dal ricevimento del reclamo, salvo i casi in cui il social network abbia concordato con le competenti autorità giudiziarie un termine più lungo per la rimozione o il blocco del contenuto manifestamente illecito;

 c) rimuova o renda inaccessibile ogni contenuto illecito entro 7 giorni dal ricevimento del reclamo; il limite di 7 giorni può essere superato:
1) se la decisione riguardante l’illecito del contenuto dipenda dalla falsità delle affermazioni relative a fatti o sia chiaramente dipendente dalla necessaria verifica di altre circostanze fattuali; in tali casi il social network può dare all’utente l’opportunità di rispondere al reclamo prima che sia presa la decisione;
2) il fornitore di servizi di social network rimette la decisione riguardante l’illecito ad un organismo di autoregolamentazione riconosciuto ai sensi dell’articolo 3 della presente legge entro 4 giorni dal ricevimento del reclamo e concorda di accettare la decisione di quell’istituzione;
d) in caso di rimozione, salvaguardi il contenuto a fini probatori e, a tale scopo, lo archivi sul territorio nazionale ai sensi delle direttive 2000/31/CE e 2010/ 13/UE per un periodo di dieci settimane;
e) comunichi immediatamente all’autore del reclamo e all’utente che ha immesso il contenuto ogni decisione e la relativa motivazione;
3. La procedura deve prevedere che ogni reclamo e i contenuti illegali rimossi siano conservati sul territorio nazionale dal fornitore di servizi di social network ai sensi delle direttive 2000/31/CE e 2010/13/UE per un periodo di dieci settimane.
4 Gli organi di amministrazione del social del network assicurano il monitoraggio sulla gestione dei reclami attraverso controlli mensili al fine di risolvere tempestivamente ogni carenza organizzativa nella gestione dei reclami. Gli organi di amministrazione del social del network devono assicurare la somministrazione alle persone incaricate del trattamento dei reclami, regolarmente, ma, in ogni caso, ogni sei mesi, di programmi di formazione e supporto.
5. I fornitori di servizi di social network nominano entro 10 giorni dall’entrata in vigore della presente legge una persona autorizzata a ricevere le notifiche sul territorio nazionale e hanno l’obbligo di segnalarlo sulla piattaforma in modo chiaro e facilmente accessibile. La persona autorizzata deve essere abilitata a rappresentare il fornitore nelle procedure di cui all’articolo 7 o nei procedimenti giudiziari in merito alla diffusione di contenuti illeciti. La medesima disposizione si applica relativamente ai documenti che danno inizio a tali procedimenti.
6 Per rendere possibile il ricevimento delle richieste di informazioni da parte di un’autorità giudiziaria nazionale e del Garante per la protezione dei dati personali deve essere nominata una persona legittimata a ricevere tali richieste sul territorio nazionale. La persona cosÏ autorizzata Ë obbligata a rispondere a tali richieste di informazioni entro 48 ore dalla richiesta. Nei casi in cui l’informazione richiesta non Ë esaustivamente prodotta, ne deve essere data adeguata motivazione nella risposta.

Articolo 3
1 Le procedure di cui all’articolo 2 possono essere demandate a un organismo di autoregolamentazione su incarico del fornitore di servizi di social network.
2. Possono essere riconosciuti come organismi di autoregolamentazione ai sensi della presente legge enti associativi costituiti dai fornitori di social network se assicurano le seguenti condizioni:
a) l’indipendenza e la competenza professionale dei suoi componenti;
b) la dotazione di apposite strutture capaci di fornire una valutazione dei reclami entro i termini previsti dall’articolo 2, comma 2;
c) regole procedurali che disciplinano scopo e struttura della valutazione, che fissano i requisiti di adesione dei social network affiliati e che garantiscono la possibilità di revisione della decisione;
d) sia strutturato un servizio reclami;
e) l’organismo venga costituito da più fornitori di social network garantendo l’esistenza di adeguate strutture;
1 f) l’organismo garantisce l’adesione di altri fornitori di social network.

3. Il riconoscimento di un organismo di autoregolamentazione Ë effettuato con apposito decreto del Ministro sviluppo economico, di concerto con il Ministro della giustizia sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
4. Il permanere delle condizioni di cui al comma 2 deve essere verificato annualmente dal Ministro dello sviluppo economico che può con sua deliberazione , sentiti il Ministro della Giustizia e il Garante per la protezione dei dati personali , revocare interamente o parzialmente gli incarichi di cui al comma 1 o condizionarli ad ulteriori adempimenti se una delle condizioni per il riconoscimento Ë venuta meno.
5. Il Ministro dello sviluppo economico può stabilire che la facoltà per un fornitore di social network di demandare la decisione ad un organismo di autoregolamentazione ai sensi del comma 1, sia interdetta per uno specifico periodo di tempo, laddove vi sia il ragionevole sospetto che l’adesione ad un organismo di autoregolamentazione non garantisce il rispetto da parte del fornitore degli obblighi di cui all’articolo 2, comma 2 . Il riconoscimento dell’organismo di autoregolamentazione può essere revocato dal Ministro dello sviluppo economico, sentiti il Ministro della Giustizia e il Garante per la protezione dei dati personali , laddove una delle condizioni di cui al comma 2 Ë venuta meno e non Ë stata ripristinata entro un ragionevole lasso di tempo.

Articolo 4

(Obblighi di comunicazione)
1. I fornitori di servizi di social network che ricevono più di cento reclami l’anno, relativi a contenuti illeciti di cui all’articolo 1, commi 3 e 4, hanno l’obbligo di redigere, con cadenza semestrale, un rapporto secondo quanto stabilito dal comma 2, concernente la gestione dei reclami ricevuti per i contenuti apparsi sulle loro piattaforme e di pubblicarlo sulla Gazzetta Ufficiale e sulla loro home page entro un mese dalla fine di ogni semestre. Il rapporto pubblicato sulla home page deve essere facilmente individuabile, direttamente accessibile e permanentemente disponibile.
2. Il rapporto deve includere almeno i seguenti contenuti:
a) osservazioni generali sugli sforzi intrapresi dal fornitore del servizio di social network per eliminare i reati sulle sue piattaforme;
1 b) descrizione dei meccanismi per la presentazione dei reclami relativi a contenuti illeciti e dei criteri decisionali concernenti la cancellazione e il blocco di contenuti illeciti;
2 c) numero di reclami pervenuti relativi a contenuti illeciti nel periodo di riferimento, con una classificazione per motivo del reclamo e distinti a seconda della tipologia del denunciante;
d) informazioni riguardanti l’organizzazione, la dotazione organica, la competenza specialistica e linguistica delle unità di lavoro incaricate del trattamento dei reclami, nonché sulla formazione e il supporto delle persone responsabili per il trattamento dei reclami;
e) indicazioni circa l’appartenenza ad associazioni di settore con indicazione del fatto se in tali organizzazioni é presente un organismo preposto ai reclami;
1 f) numero di reclami per i quali Ë stato consultato un organismo esterno, al fine di prendere la decisione;
2 g) numero di reclami che, nel periodo di riferimento, hanno portato alla cancellazione o al blocco del contenuto incriminato, con una classificazione per motivo del reclamo e distinti a seconda della tipologia del denunciante; se il caso ricade nelle ipotesi di cui all’articolo 2, comma 2, lettera c), numero 1) e, in tale caso, se il reclamo Ë stato inviato all’utente che ha immesso il contenuto illecito e se la questione Ë stata riferita ad una organizzazione di autoregolamentazione riconosciuta ai sensi all’articolo 2, comma 2, lettera c), numero 2);
3 h) tempo intercorso tra il ricevimento del reclamo presso il social network e la cancellazione o il blocco del contenuto illecito, con una classificazione per provenienza e per motivo del reclamo e per i termini entro i quali il contenuto illecito é stato cancellato o bloccato: “entro 24 ore”; “entro 48 ore”; “entro una settimana”; “in data successiva”;
4 i) misure adottate per informare in merito alla decisione relativa al reclamo, l’autore del reclamo e l’utente per il quale il contenuto incriminato é stato segnalato.

Articolo 5

(Misure a tutela del soggetto leso da contenuti illeciti ai sensi dell’articolo 1, comma 3)
1. In caso di pubblicazione di contenuti illeciti diffusi sul social network in violazione di legge o comunque con modalità tali da realizzare taluno dei delitti di cui al comma 3 dell’articolo 1 l’interessato ha il diritto di richiedere al fornitore di servizi di social network, allegando idonea documentazione, la rimozione o il blocco di dati personali propri o del minore su cui esercita la responsabilità genitoriale.
2.  La richiesta di cui al comma 1 può essere avanzata anche dal minore ultraquattordicenne.
3.  Il fornitore di servizi di social network è tenuto a decidere sulla richiesta avanzata ai sensi del comma 1, dandone adeguato riscontro all’interessato entro:
a) ventiquattro ore dalla ricezione della richiesta m caso di contenuti manifestamente illeciti;
 b) sette giorni dalla ricezione della richiesta qualora la decisione sull’accoglimento della richiesta necessiti dell’accertamento della veridicità del contenuto contestato;
c) tre giorni dalla ricezione della richiesta in ogni altro caso.
4. In caso di rifiuto o di mancata risposta alla richiesta entro il termine di cui al comma 3 l’interessato, con reclamo, può rivolgere la medesima istanza al Garante per la protezione dei dati personali, che procede nei termini prescritti. Nel caso in cui l’illiceità del contenuto derivi da una violazione dell’articolo 167 del codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, il Garante per la protezione dei dati personali procede secondo quanto prescritto dal Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016.
5. Anche in caso di accoglimento della richiesta di cui al comma 1 il fornitore di servizi di social network Ë tenuto a conservare per un anno, ad esclusivi fini probatori, il contenuto oggetto della istanza.

Art. 6
 (Misure a tutela della Repubblica)
1 Quando si procede per i delitti di cui al comma 4 dell’articolo 1, commessi per via telematica attraverso l’inserimento di contenuti generati dagli utenti di un social network, il pubblico ministero ordina, con decreto motivato, al fornitore di servizi di social network di provvedere alla rimozione del contenuto. Per i delitti di cui agli articoli 270-bis, 270-ter, 270-quater e 270-quinquies del codice penale commessi con le finalit‡ di terrorismo di cui all’articolo 270-sexies del codice penale, si applica l’articolo 2 del decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7 convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, L. 17 aprile 2015, n. 

2 I fornitori di servizi di social network adempiono all’ordine immediatamente e comunque non oltre quarantotto ore dal ricevimento della notifica. In caso di mancato adempimento, si dispone l’interdizione dell’accesso ai contenuti illeciti nelle forme e con le modalità di cui all’articolo 321 del codice di procedura penale, garantendo comunque, ove tecnicamente possibile , la fruizione dei contenuti estranei alle condotte illecite.

Articolo 7

(Disposizioni in materia di sanzioni amministrative)
1 Commette infrazione chi, deliberatamente o per negligenza:
 a) in violazione dell’articolo 4, comma 1, primo periodo, non redige un rapporto, o non lo redige in maniera corretta, completa o nei termini previsti, oppure non pubblica un rapporto o non lo pubblica in maniera corretta, completa, nelle modalità prescritta o nei termini previsti;
 b) in violazione dell’articolo 2, comma 1, primo periodo, non predispone, o non predispone in maniera corretta o completa, la procedura ivi stabilita per la gestione dei reclami sottoposti dagli organismi di reclamo o dagli utenti che hanno la propria residenza o la propria sede sul territorio nazionale;
 c) in violazione dell’articolo 2, comma 1, secondo periodo, non rende disponibile, o non rende disponibile in maniera corretta, la possibilità di accedere alla procedura ivi stabilita;
 d) in violazione dell’articolo 2, comma 4, primo periodo non monitora, o non monitora in maniera corretta, la gestione dei reclami;
 e) in violazione dell’articolo 2, comma 4, primo periodo non sana, o non sana tempestivamente una carenza organizzativa nella gestione dei reclami;
 f) in violazione dell’articolo 2, comma 4, secondo periodo, non somministra, o non somministra nei termini previsti, corsi di formazione o accompagnamento alle persone incaricate della gestione dei reclami;
 g) in violazione dell’articolo 2, comma 5 non nomina, o non nomina entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, una persona autorizzata a ricevere le notifiche sul territorio nazionale o non nomina una persona autorizzata sul territorio nazionale a ricevere le richieste provenienti dalle autorità competenti;
 h) in violazione dell’articolo 2 comma 6, secondo periodo, la persona autorizzata a ricevere notifiche non risponde alle richieste di informazione.
 2. Nei casi del comma 1, lettere g) e h), l’infrazione è sanzionabile con una sanzi0ne amministrativa fino a 500.000 euro; negli altri casi prevista comma 1 con una sanzione fino a cinque milioni di euro
 3. Nel caso in cui l’illeceità del contenuto derivi da una violazione dell’articolo 167 del codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 si applicano al fornitore di servizi di social network le sanzioni di cui all’articolo 83, paragrafo 4, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016.
4. L’infrazione può essere sanzionata anche quando non è commessa sul territorio nazionale.

Articolo 8

Disposizioni transitorie
1 Il rapporto di cui all’articolo 4 deve essere presentato per la prima volta nel primo semestre del 2018.
2 Le procedure di cui all’articolo 2 devono essere introdotte entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge. Se il social network consegue un milione di utenti registrati sul territorio nazionale successivamente all’entrata in vigore della presente legge e per ogni nuovo social network che consegue un tale numero di utenti registrati, le procedure di cui all’articolo 2 devono essere introdotte entro tre mesi dal conseguimento.

 V. Z.

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