Lega, sentenza Bossi Vs manovre anti Salvini

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Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e per anni leader incontrastato del Carroccio “criticava il malcostume ma prendeva i soldi”. E’ quanto scrive il giudice del Tribunale di Milano nelle motivazioni della condanna a 2 anni e 3 mesi per il Senatur aggiungendo: “È stato consapevole concorrente, se non addirittura istigatore, delle condotte di appropriazione del denaro”.

[membership level=”1″]Lo scorso 10 luglio, il giudice dell’ottava sezione penale Maria Luisa Balzarotti ha condannato il Senatur, ma anche il figlio, Renzo Bossi, a un anno e mezzo (l’altro figlio Riccardo era già stato condannato in abbreviato), tutti accusati di aver usato fondi del partito a fini personali, assieme all’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito, a cui sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi.

Nelle motivazioni della sentenza  il giudice spiega che “non si può ignorare il disvalore delle condotte contestate ai tre imputati poste in essere con riferimento alle elargizioni provenienti dalle casse dello Stato”.

Fin qui l’aspetto giudiziario che però non potrà non avere ripercussioni anche in ambito politico soprattutto all’interno di una Lega dove la “vecchia guardia” appare sempre più scontenta del leader in ascesa Matteo Salvini. Bossi è stato l’unico personaggio di peso ad aver apertamente criticato Salvini in più occasioni e aver messo in discussione tutte le sue recenti svolte politiche: dall’abbraccio con la leader dell’estrema destra Marine Le Pen, alla svolta nazionalista e sovranista del Carroccio, per finire con la decisione di togliere la parola “nord” dal simbolo della Lega e di accentuare la tensione con Forza Italia..

Non a caso Bossi è da molti considerato il “berlusconiano” della Lega e l’uomo da cui potrebbe partire una scissione pilotata da Arcore se Salvini si ostinerà a voler rompere l’alleanza di centrodestra per inseguire i suoi sogni da premier. Gli altri, i vari Zaia e Maroni pur mostrandosi anch’essi perplessi nei confronti di certe “svolte salviniane” si sono tenuti fino ad oggi il più possibile lontani dalle polemiche pur avendo rimarcato con i recenti referendum autonomisti di Lombardia e Veneto, che “l’indipendentismo” deve restare un ingrediente essenziale.

Salvini vuole rivendicare a tutti i costi la leadership del centrodestra forte di sondaggi che vedrebbero la Lega superiore a Fi ma che sono contestati da Berlusconi il quale si dice convinto di arrivare alle elezioni in posizioni di forza, ribaltando le previsioni e le speranze del leader della Lega. E questa speranza sembra coltivarla in primo luogo anche Bossi.

Il quale però oggi rischia di ritrovarsi ulteriormente indebolito all’interno del Carroccio nel suo ruolo di “voce critica” del segretario e di capo-fronda degli anti-salviniani (o dei filo-berlusconiani a seconda di come la si voglia leggere), proprio dalle motivazioni di una sentenza che sembrerebbe un regalo non da poco alla maggioranza del partito. Dove sono tanti a sperare che Bossi faccia finalmente il grande passo, esca dalla Lega e vada ad accasarsi in Forza Italia. Dove Silvio lo accoglierebbe a braccia aperte.[/membership]

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