Centrodestra, Becchi: “Salvini sull’euro non fare Casaleggio e attento a Maroni”

Interviste Politica

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“Salvini deve stare attento a non cadere nella trappola di Berlusconi. Il passo indietro di Maroni da governatore della Lombardia nasconde una strategia molto chiara partorita dalla mente del leader forzista”. Non ha dubbi il filosofo Paolo Becchi che commenta con Lo Speciale il vertice del centrodestra svoltosi a Arcore. Molti hanno evidenziato come dal programma sia scomparso il tema dell’uscita dall’euro cavallo di battaglia del Carroccio e tanti elettori pare non abbiano gradito. Ma c’è anche chi spezza una lancia a favore di Salvini evidenziando come in questo momento la priorità sia andare al Governo per poi rilanciare da lì la battaglia anti-euro.

Salvini ha sacrificato l’anti-europeismo sull’altare dell’accordo con Berlusconi? La Lega di governo ha seppellito quella di lotta?

Ieri in verità abbiamo soltanto appreso che i tre leader del centrodestra si sono incontrati per mettere a punto alcuni aspetti comuni del programma. Purtroppo dobbiamo registrare che il dibattito sull’Unione Europea e sull’euro non è al centro del programma condiviso anche se poi non dobbiamo dimenticare che ogni partito si presenterà con un proprio autonomo programma. Aspettiamo di leggere quello della Lega per capire. Salvini mi pare abbia puntato molto nel vertice a tre con Berlusconi e Meloni al superamento della Legge Fornero ottenendo significative aperture. Ma si può impostare un programma di governo soltanto su questo e gli altri punti affrontati ieri? A me sembra molto poco. Ma aspettiamo di leggere quello della Lega.  Di certo il tema dell’unità europea e dell’euro devono restare centrali a mio giudizio. Con questo sistema elettorale del resto soltanto il centrodestra ha la possibilità di ottenere la maggioranza assoluta. Per questo ritengo che il programma di governo debba essere il più chiaro possibile e non possa basarsi unicamente sul contrasto alla legge Fornero e all’immigrazione.

C’è chi difende Salvini dicendo che l’importante adesso è vincere le elezioni e governare, perché una volta al governo sarà più facile rilanciare la battaglia anti-euro. Non è invece vero il contrario, ossia che con ministeri e poltrone si finirà con l’annacquare del tutto la battaglia sovranista?

Ho paura di veder ripetere dalla Lega ciò che è avvenuto con il Movimento 5Stelle. Nel 2014 quando ci furono le elezioni europee avanzai a Gianroberto Casaleggio l’idea che i 5Stelle dovessero impostare la campagna elettorale contro l’euro. Mi fu risposto che era troppo rischioso, che era meglio parlarne dopo le elezioni e che era preferibile moderare le posizioni. Sappiamo tutti come è andata a finire. Il Pd prese il 41%, il M5S il 20%. Salvini deve stare attento a non riprendere le parole d’ordine di Forza Italia, ma deve portare avanti la sua battaglia sovranista ed imporla nella coalizione. Il rischio è quello di appiattire il programma sulle posizioni di Berlusconi. Anche perché se vincerà il centrodestra sarà ancora una volta Forza Italia il primo partito della coalizione e con Berlusconi in posizione di forza sarà molto difficile far prevalere le posizioni sovraniste. 

Salvini si trova a dover gestire anche la successione a Maroni ora che il governatore lombardo ha annunciato che non si presenterà per un secondo mandato. Come legge questa decisione?

Per me è un’altra trappola di Berlusconi che non è affatto indebolito come poteva sembrare fino a poco tempo fa, ma anzi sta costringendo Salvini a giocare in difensiva. Maroni si mette in panchina in attesa di tirare il rigore. E il direttore tecnico in questo caso non è Salvini ma Berlusconi. Se il centrodestra vincerà, il leader di Forza Italia non potrà essere premier e Maroni a quel punto, per forza di cose, sarà il premier naturale di questa coalizione, l’unico in grado di rappresentare tutte le anime. Come farebbe Salvini a bocciare una candidatura di Maroni esponente della Lega? Non potrebbe, sarebbe comunque costretto ad accettarla. Ma Maroni è molto più vicino a Berlusconi che al leader leghista verso il quale per altro non ha mancato recentemente di prendere le distanze proprio sui temi sovranisti. Non è poi escluso che Silvio possa giocarsi la carta anche prima del voto annunciando già in campagna elettorale la candidatura di Maroni a premier. Una cosa del genere potrebbe avere un effetto ancora più dirompente spingendo i malpancisti del Carroccio, leggi Bossi, a votare Forza Italia pur di bloccare le aspirazioni di premiership di Salvini. Forza Italia aumenterebbe così i suoi voti soprattutto al Nord dove molti non hanno apprezzato la svolta nazionalista di Salvini e la cancellazione della parola nord dal simbolo, superando ancora di più la Lega in termini di consensi. Per Matteo il gioco si farebbe davvero pericoloso.  Non c’è che dire! Berlusconi è un genio. 

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1 thought on “Centrodestra, Becchi: “Salvini sull’euro non fare Casaleggio e attento a Maroni”

  1. Ma cosa vi aspettate da Salvini? Ancora con i calzoni corti, siete, Becchi? Da uno che ha licenziato con gioia il Rosatellum del Pd ingannando il suo popolo dicendogli che l’ha fatto per “andare al voto subito”?

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