Rinaldi denuncia: “No euro sparito dai programmi. Cosa dico a Borghi e Bagnai”

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Elezioni e programmi. Ma la battaglia no euro che fine ha fatto? Antonio Maria Rinaldi, economista anti-euro e mente di Scenarieconomici.it, vede positivamente la discesa nell’agone politico dei colleghi sovranisti Claudio Borghi e Alberto Bagnai, ma a Lo Speciale esprime qualche perplessità sul futuro della loro battaglia in vista di alleanze non omogenee. 

Cosa pensa Rinaldi della prossima campagna elettorale, trova vere soluzioni anti-crisi? 

“Sto iniziando a leggere i programmi di tutti i partiti, non solo del centrodestra, dai 5 Stelle al Pd fino a Liberi e Uguali, insomma – come si diceva una volta – l’intero arco costituzionale. Propongono tutti le stesse ricette: in Europa cerchiamo di fare più investimenti pubblici, più presenza dello Stato nei servizi, diamo le pensioni minime…. Però c’è un particolare che nessuno ha il coraggio di dire e cioè  che, per poter perseguire realmente questi programmi, l’unico modo è quello di tornare alla propria sovranità monetaria ma nessuno ne parla”. 

Ma proprio non vede neanche uno spiraglio in tal senso? 

“In questo momento i toni sono estremamente smorzati per non precludere eventuali accordi in vista di quelli post elettorali. Tutti cercano di dare delle ricette, ma nessuno dice che per mettere in atto la ripresa, lo si può fare solamente ed esclusivamente uscendo dall’euro e dai vincoli europei altrimenti è una presa in giro, l’ennesima”.

Avrà visto che ci sono candidati della Lega no euro, pensi a Borghi e Bagnai…

“Certo. Auguro a entrambi di sedere sugli scranni del Parlamento perché rappresenteranno la voce nuova del sovranismo. Però la mia domanda è: quanto riusciranno a portare avanti queste istanze nella misura in cui la Lega stessa dovrà allearsi con altri soggetti politici che invece queste le ripudiano? Dal punto di vista personale gli auguro tutto, ma bisogna avere un numero di 50+1 per poter mettere in atto queste cose a livello istituzionale”.

Vuole fare un appello ai colleghi anti euro? 

“Mi auguro che a Borghi e Bagnai vengano affidati collegi buoni, insomma pesanti, perchè loro riescono a dire cose diverse rispetto a quello che abbiamo sentito negli ultimi 20 anni. Sono sicuro che faranno un lavoro meraviglioso, anzi invito i sovranisti veri a guardarli con molta speranza. Ripeto, sono convinto però, che da soli non riusciranno a portare avanti le loro idee. Avranno un’ottima capacità di divulgazione con un megafono migliore di quello avuto finora”. 

Nel momento in cui la legislatura fallisse, pensa che sarebbe il caso che gli anti euro e quanti si battono per il politicamente corretto si unissero in qualcosa di nuovo? 

“Reputo che siamo in guerra, una guerra economica, devastante come e più di quella portata avanti con le armi. Sarebbe logico e naturale che i sovranisti scendessero in campo. Spero che i guelfi e i ghibellini siano rimasti soltanto nei libri di storia, qui si tratta di salvare il Paese: bisogna unire le forze”. 

Lei crede che questa sarà una legislatura di rottura, ossia gli elettori romperanno i giochi dei soliti noti? 

“La mia considerazione è personale, penso che sarà una legislatura a breve termine. Andremo di nuovo ad elezioni presto non si riuscirà ad arrivare alcun tipo di compromesso positivo per il Paese. E nessuno parla del Fiscal compact, quando ci troveremo a fare i conti con questo non so come si posizioneranno i partiti. Quindi io prevedo che ci sarà un enorme malcontento generato da un risultato elettorale non netto che determinerà un’ingovernabilità che porterà ad elezioni, se non peggio l’arrivo della Troika stessa a governare. D’altronde si potrebbe ripetere quello che sta succedendo in Germania, dove ancora non hanno un governo”. 

Forse è proprio questo un dato statistico su cui ragionare. Che i governi ormai si formino o no, non conta: chi governa davvero sono altri e si trovano altrove rispetto agli Stati.

“Purtroppo da quando abbiamo firmato Maastricht succede questo. Abbiamo constatato a nostre spese che forse era il caso di non cedere completamente la nostra sovranità, perchè delegare ad altri significa far fare gli interessi non del Paese. Noi italiani abbiamo delegato Francia e Germania, non è stato buon affare”.

Un eventuale Calenda premier come lo vede? 

“Per carità di Dio, si tornerebbe al voto subito”. 

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Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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