Opere violente e oscene da CORREGGERE dopo la Carmen: spunti a Nardella

Politica

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Delirio femminista. Cambiare il finale dell’opera Carmen è l’ultima novità che piace al Pd e al sindaco Nardella tanto da sostenere e rilanciare la modifica dell’opera di Bizet da parte del regista Leo Muscato. Via il celebre finale, con la pistola di Carmen che si inceppa e lei non muore più (con tanto di fischi dal pubblico). Sarà piaciuta magari a Laura Boldrini e a qualche 68ina, peccato che si rischi di trasformare una battaglia seria in una macchietta ad uso e consumo elettorale. Resta il fatto che alcuni uomini italiani e ancora più donne, stranamente non comprendono ancora il senso di combattere il femminicidio con la retorica delle scarpette rosse o l’hashtag #quanteancora…

A questo punto, proprio perchè a Nardella non dispiacerebbe sconvolgere l’arte in nome di una guerra “letteraria” contro la violenza delle donne, proponiamo una serie di scandalose opere d’arte, in questo caso, da rivedere e correggere (maestri e geni permettendo).

Opere scabrose, provocatorie anche oscene. Tutte rigorosamente offensive.

  • La colazione sull’erba di Edouard Manet del 1863. Volgare, volgarissima. Via quei nudi femminili accanto a giovani borghesi in abiti di tutto punto. Gli uomini del tempo tutti eleganti e le donne presentate come escort ante litteram? Tanto anti-Berlusconismo non ci ha insegnato niente?
  • L’origine del mondo di Gustave Courbet del 1866. Troppo erotico, anzi pornografico. Da censurare l’organo femminile esposto in quel modo, vuole sicuramente esprimere che la donna, alla fine, è solo quella parte lì. Dove è la testa? Dove sono i suoi occhi? Ci vogliono un bel paio di mutandine!

  • Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti del 1536-1541. Eresia, oscenità e tradimento del Vangelo. Corpi nudi in pose osé, sembra un’orgia. Ora basta, rivestiamoli!

E a proposito di oscenità, come non ricordare le polemiche social sulla statua dello svizzero Fischer mominata ‘Big Clay’, la scultura in metallo che raffigura una cacca? Quella poi è offesa al pudore e all’onore sessuale contenuta negli articoli 527-538 del codice penale teoricamente. Ma si sa, noi accettiamo che l’arte sia arte.

 

LA SATIRA SU NARDELLA

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Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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