Panico gasolio sporco: dove è. Cosa dice l’Eni

Economia In Rilievo

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Panico dal benzinaio. Gasolio sporco a Taranto e dintorni (ma non solo) dove gli automobilisti hanno riferito di una serie di danni collegati ai rifornimenti effettuati nel Salento.

La Finanza ha iniziato i controlli sui distributori dopo le segnalazioni dei cittadini. Ma Eni conferma che il gasolio della raffineria di Taranto rispetta tutti i requisiti di qualità previsti. E così si sente di escludere “che le presunte anomalie possano essere imputabili alla raffineria”.

PSICOSI: Sta di fatto che è scattato il panico con centinaia di automobilisti bloccati e soccorsi da carri attrezzi per portare le auto da un meccanico. A Lecce le officine di riparazione sono state costrette a non accettare più clienti per le richieste oltre i sette giorni. Oltre ai casi pugliesi altre segnalazioni sono state effettuate da altri paesi dove si sono verificati una serie di danni alle vetture.

INCHIESTA: Ma quali pompe sono contaminate? Ce lo dirà la Procura mossa dalle associazioni a difesa dei consumatori. C’è un fascicolo d’indagine con l’accusa di frode.

TEST:  A campione, prelevando del combustibile e inviando i campioni all’ex Utif dove gli esperti del Ministero delle Finanze analizzeranno l’olio combustibile. Si attendono nel giro i pochi giorni i risultati. Sono stati ispezionati una ventina di distributori, per tre di loro è stato effettuato anche un controllo fiscale. 

SINDACATO DI RIFERIMENTO: 

Intanto Fegica Cisl sollecita più controlli sui rifornitori di prodotti. Nella sua nota annuncia di avere già più volte sollecitato gli organi ispettivi a “intensificare i controlli dei soggetti che, sempre più numerosi e a diverso titolo, forniscono i prodotti petroliferi alla rete distributiva”.

“E’ bene –riporta la nota della Fegica– che gli automobilisti siano informati del fatto che i gestori sono vincolati da rigidi contratti in esclusiva ai loro fornitori che, perciò, assumono interamente la responsabilità degli approvvigionamenti, sia in termini di certificazione della qualità dei carburanti, che circa la loro provenienza legale, di questi tempi sempre più messa in serio dubbio, come certificano i ripetuti e frequenti interventi della guardia di finanza e le notizie di cronaca”.

Gli stessi gestori “sono vittime truffate almeno quanto gli automobilisti interessati dai rifornimenti di gasolio sporco di questi giorni e si mettono a completa disposizione per offrire loro adeguata assistenza per inoltrare, dietro presentazione di idonea documentazione, eventuali richieste di risarcimento del danno subito, secondo le procedure previste da tutte le aziende ed i marchi petroliferi più seri ed affidabili”.

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