Sui vaccini è scontro: critica “scientifica” di Renzi col video di Burioni

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È emergenza privacy e i presidi rischiano di diventare sceriffi, no all’obbligatorietà. Sui vaccini è scontro e la scelta di tutelare l’interesse alla salute del minore obbligando a vaccinare non piace alle opposizioni. 

[membership level=”1″]”Un pensierino finale: vorrei che la campagna elettorale non fosse sui vaccini. Perché la salute dei nostri figli viene prima dell’elezione di un deputato. Ma se la Lega e il Movimento Cinque Stelle continuano a dire che loro cambieranno la legge sulla obbligatorietà dei vaccini, il PD ripete con forza che noi siamo dalla parte della scienza e della medicina. Quando parliamo della salute dei figli ne parliamo con i dottori, non con Di Maio o Salvini”. Sembra proprio una risposta quella lanciata su Facebook dal segretario del Pd Matteo Renzi a chi ostacola l’idea che i dati dei bambini non vaccinati possano essere diffusi dalle Asl alle scuole o ad altri soggetti.

Più duro ancora e secco l’intervento contro Di Maio e i populismi del dem Stefano Esposito: “Si vergognino e chiedano perdono agli italiani per le posizioni antivacciniste e le assurdità sostenute. Solo una persona in cattiva fede o irresponsabile può sostenere, come ha fatto Di Maio, che ci si vaccina dopo che è scoppiata una epidemia. È una cosa assurda (…) Qui l’unico irresponsabile a limite del criminale è chi come i 5 stelle hanno fatto campagna contro i vaccini o personaggi come di Maio che sostengono che gli strumenti di prevenzione si prendono dopo che la malattia è scoppiata. Addirittura andiamo contro i principi della stessa logica”.

Renzi sceglie la strada della protesta “sobria e scientifica” invece, postando un video del ricercatore Roberto Burioni che contesta anche alcune affermazioni giornalistiche di Marco Travaglio, da sempre ritenuto vicino a M5s. “Questo post – argomenta Renzi – dimostra come un medico preparato possa fare informazione corretta sostituendosi a un giornalista di parte. Il medico prende la frase di un giornalista che pensa di essere autorevole perché va sempre in TV. Ne indica la fonte. Smonta scientificamente la tesi del giornalista senza cedere mai al rischio dell’insulto o della polemica. Cita un caso concreto e specifico, di una persona di 44 anni. E rimanda a un dato ufficiale Istat per la verifica. Il medico che fa informazione si chiama Roberto Burioni. Il giornalista che fa disinformazione si chiama Marco Travaglio”.

Per altri però si rischia una caccia all’untore verso i bambini non vaccinati che sarebbe inaccettabile. E c’è anche la questione della privacy sanitaria a carico di minori che potrebbe essere disattesa.

Sono diversi quelli invece che si concentrano più sull’effetto caos, con decisioni diverse tra i diversi Comuni e circolari regionali che aumenterebbero i dubbi e renderebbero incerti gli adempimenti a carico delle famiglie. Si stanno creando discriminazioni e trattamenti diversificati dei bambini. è la domanda che risuona nei social?

Quanto alla candidatura di Roberto Burioni tra le fila del Pd, Renzi dice che “deciderà lui nei prossimi giorni”. Ma c’è da scommetterci che Matteo lo voglia nella sua squadra.

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