Cacciari: “L’Europa vuole Gentiloni, Berlusconi gli piace, Salvini sotto tutela”

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Silvio Berlusconi per l’Europa è il nuovo Mario Monti? Lo Speciale lo ha chiesto al filosofo Massimo Cacciari. Non è sfuggito a nessuno come, negli ultimi tempi, siano arrivati espliciti apprezzamenti nei confronti del leader di Forza Italia da parte degli stessi che, quando stava al Governo, non mancavano di denigrarne l’operato; apprezzamenti da Angela Merkel (quella che con l’ex presidente francese Sarkozy rideva a squarciagola soltanto a sentirlo nominare),  apprezzamenti dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, lodi dai media stranieri che in passato lo hanno ridicolizzato mettendo più volte in discussione la sua credibilità di premier e leader politico. Che sta succedendo? In Europa si respira già aria di “larghe intese” sul modello della grande coalizione tedesca? E Berlusconi è considerato una sorta di “grande baluardo” degli interessi europei in Europa ora che il Pd di Renzi è ridotto ai minimi storici e i 5Stelle sono ritenuti del tutto inaffidabili?

Professor Cacciari, Berlusconi per l’Europa è dunque il nuovo Mario Monti?

“No, per carità, l’Europa punta alla riconferma dell’attuale governo. Vuole Gentiloni. Poi che c’entra Mario Monti? Lui era un tecnico, un economista chiamato in un momento disperato a risollevare le sorti del Paese, Napolitano forse ha sbagliato a puntare su di lui visto che si è dimostrato del tutto incapace di ricoprire un ruolo politico, ma in quel momento non è che avesse grandi alternative”

Ma come spiega tutte queste riabilitazioni da parte di tanti ex anti-berlusconiani?

“E’ il leader di una forza che comunque partecipa al Partito Popolare europeo e viene considerato interlocutore importante. L’Europa in questo momento teme soltanto Grillo e il M5S”.

E le risate del duo Merkel-Sarkozy? Gli attacchi violenti della stampa estera? I tentativi ormai acclarati dell’Europa di far cadere Berlusconi per sostituirlo con Monti? Tutto questo è dimenticato?

“Ma è chiaro. In politica tutto cambia e non c’è da meravigliarsi se è cambiato anche il giudizio su Berlusconi. All’epoca era percepito come un pericolo, un leader poco credibile alla luce degli scandali che lo coinvolgevano. Oggi gli conviene dimenticare e cambiare il giudizio”.

Mi sta dicendo che il Berlusconi di oggi è diverso da quello del 2010 che tanto scandalizzava l’Europa?

“Certo, è molto diverso. Ha capito tutti i colossali errori che ha commesso e oggi sta facendo lo statista. Lui del resto è un grande trasformista. Ad ogni modo i poteri forti europei non puntano su di lui, ma come detto su una permanenza di Gentiloni”.

Un Gentiloni magari sostenuto dalle larghe intese, con dentro anche Forza Italia?

“A loro interessa che al governo non vadano i 5Stelle, poi gli altri vanno tutti bene”.

Anche la Lega di Salvini?

“La Lega non preoccupa perché è sotto la tutela di Berlusconi che comunque la si pensi resta il leader del centrodestra”.

Però il leader del Carroccio non sembra proprio in piena sintonia con Berlusconi. Se il centrodestra vincerà le elezioni non vede molto difficile una coabitazione fra i due?

“Se vincerà il centrodestra e avrà una maggioranza per formare il governo tutto dipenderà dai rapporti di forza. Se Berlusconi prenderà più voti di Salvini non ci saranno problemi. Alla Lega non conviene suicidarsi dopo pochi mesi e tornare al voto. Se poi nessuno avrà i numeri per formare una maggioranza allora ne vedremo delle belle”.

Però mi scusi, oggi dove sono i pericolosi populisti? Anche Di Maio ha escluso l’uscita dall’Euro, quindi?

E’ chiaro che in campagna elettorale tutti hanno compreso che non conviene sparare sull’Europa e hanno messo il silenziatore a questo tasto.  L’anti- europeismo può portare qualche voto ma certamente non porta al governo. Mantengono gli stessi slogan senza declinarli nel linguaggio anti-europeista. La vera novità è che il Pd ha iniziato ad essere un partito serio”.

Però perde punti ne sondaggi, addirittura secondo le ultime rilevazioni sarebbe al minimo storico. Come lo spiega?

“Lo spiego con il fatto che anche Berlusconi oggi fa il serio e gli contende gran parte del voto moderato. Con questa legge elettorale un partito come il Pd che non ha radicamento sul territorio e non ha le persone giuste da mettere in campo, soprattutto al nord rischia la pelle” 

 

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