Scimmie clonate, la scienza non si ferma ma l’etica pone un limite

Cronaca

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Il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori cinesi è ritenuto storico negli studi sulla clonazione e, in futuro, potrebbe portare alla produzione di primati geneticamente identici per studi in campo medico.

Dal punto di vista scientifico si tratta di un risultato notevole che apre la prospettiva di avere a disposizione per gli studi animali di questo tipo geneticamente identici, cosa che oggi è possibile con specie meno vicine all’uomo, come i topi. Siamo davanti a un’operazione che spalanca tutta una serie di questioni etiche. Francesco D’Agostino, presidente emerito del Comitato nazionale di bioetica ha spiegato al Giornale: « E’ uno choc perché le scimmie sono più vicine a noi della pecora Dolly». E le ombre sull’esperimento sono ben altre: «È lecita la domanda se non stiano tentando di nuovo la sperimentazione sull’ uomo – proibita – utilizzando come schermo la clonazione delle scimmie». Ma clonata la scimmia, è l’uomo il passo che viene dopo? Risponde D’Agostino: «Dal punto di vista etico, ciò che è proibito sugli uomini può essere lecito sull’animale. Utilizziamo animali in laboratorio, li uccidiamo, con la giustificazione che sia per il bene umano. Invece una giustificazione diretta della clonazione umana non è riuscito a trovarla nessuno, perché è una violazione antropologica immensa».

A Lo Speciale hanno parlato dei problemi etici spalancati dal successo del team si scienziati cinesi anche Enzo Boschi, geofisico (Accademia dei Lincei, Academia Europaea, Royal Astronomical Society, European Academy of Science and Arts) e lo scienziato Fernando Aiuti.

Intervistato dall’Adnkronos, anche Giuseppe Novelli, genetista e rettore dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha parlato apertamente dell’esistenza di un problema etico. Quanto fatto in Cina «consentirà di produrre primati modello di studio di malattie umane per sperimentare terapie geniche e soluzioni terapeutiche delle più diverse. Ma si tratta anche di un lavoro scientifico che può sollevare importanti problemi etici, essendo le scimmie simili a noi. Questioni che devono essere affrontate nel modo più opportuno e con cauto ottimismo».

Il Vaticano si è espresso in modo molto preoccupato. «Una minaccia per il futuro dell’uomo» ha commentato il cardinale Elio Sgreccia, teologo e storico portavoce del Vaticano sui temi della bioetica, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita. «La vita umana non è stata programmata per essere attivata con sistemi di tipo artificiale ma dall’incontro di due gameti, uno dell’uomo e l’altro della donna», ha detto, inoltre, il genetista e direttore scientifico dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Bruno Dallapiccola, in un’intervista rilasciata al Tg2000.

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