Super euro e ritorno alla crisi: invasi da merci straniere senza difesa

Economia

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di Luciano Atticciati – La rivalutazione di questi mesi della nostra moneta può riportarci alla crisi. Si è molto parlato della moneta unica come fonte di problemi economici, sostenitori e contrari si sono scontrati a lungo sull’argomento. Difficile pensare che l’unificazione monetaria di per se sia un male, come difficile pensare che possa risolvere i problemi degli europei che non sono pochi. L’Italia, la Francia, il Belgio presentano una spesa pubblica fra le maggiori al mondo e per far fronte a tale situazione sono costretti a spremere di tasse cittadini e imprese all’inverosimile, bloccando consumi e attività economiche.

Un problema reale che peserà invece nell’immediato futuro delle nostre economie è la forza incredibile e non facilmente comprensibile dell’Euro degli ultimi mesi. Da maggio dell’anno scorso, cioè dopo la vittoria di Macron sui cosiddetti populisti in Francia, la nostra moneta è diventata un rullo compressore che schiaccia tutte le maggiori valute internazionali comprese quelle dei vivaci paesi emergenti. Il cambio vede l’affermarsi costante e senza soste della moneta unica su dollaro, yen, dollaro canadese, dollaro australiano, così come sulle altre monete europee, franco svizzero, corona norvegese e corona svedese, per limitarci alle principali valute ma l’elenco completo sarebbe molto lungo. Da che dipende tale situazione? Gli economisti sono divisi, la nostra Bce ha annunciato che a fine anno cesseranno gli acquisti di titoli di stato e probabilmente alzerà il tasso di interesse che al momento è bassissimo. E’ anche vero però che la stessa politica la stanno seguendo anche le altre principali banche centrali, pertanto l’effetto sarebbe nullo, come una macchina che accelera mentre anche tutte le altre concorrenti stanno dando gas.

Tale situazione ha un peso negativo, le nostre esportazioni stanno diventando troppo care. Fiat Crysler, Autogrill, Luxottica e tutto il settore del lusso, non possono reggere la concorrenza delle aziende non europee, Stmicroelectronics ha annunciato ottimi utili negli ultimi trimestri ma ha anche annunciato in questi giorni di fine gennaio che nei prossimi trimestri vedrà una contrazione delle sue vendite a causa del troppo costoso Euro. La Germania, la locomotiva d’Europa che rappresenta il primo esportatore fra i paesi dell’Eurozona perde colpi e ogni giorno in cui la moneta europea si rivaluta sul dollaro la sua Borsa va in rosso.

Il problema non è affrontato dalle forze politiche, così come diversamente dagli Stati Uniti di Trump non mettiamo filtri alle merci straniere che ci stanno invadendo. Se non si interviene prontamente la stagnazione economica da cui siamo usciti potrebbe presto ripresentarsi.

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