Borghi contro Themis: “Da profughi a naufraghi, diventeranno nuotatori”

Politica

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Migranti, al via Themis: dopo Triton si chiama così la nuova missione Frontex che è però bocciata dall’economista della Lega Claudio Borghi intervistato da Lo Speciale. La novità più importante riguarda il fatto che le persone soccorse dovranno essere fatte sbarcare nel porto più vicino al punto in cui è stato effettuato il salvataggio in mare. Due le nuove aree di pattugliamento nel Mediterraneo: una ad est – per i flussi migratori da Turchia e Albania – e una ad ovest – per quelli che partono da Libia, Tunisia e Algeria. E c’è chi teme già l’ennesima “fregatura” ai danni  dell’Italia.

Borghi, con Themis scatta l’obbligo per lo stato più vicino di accogliere i “naufraghi” nei propri porti. Gli immigrati clandestini sono prima diventati profughi e adesso naufraghi?

Fra un po’ diventeranno i nuotatori, sarà questo il passaggio successivo. Il naufrago a casa mia è uno che sta su una barca da diporto che ha un incidente e una volta soccorso desidera fare ritorno dal porto in cui è partito. Che  l’Europa ricorra anche a questi trucchi semantici non è una novità. Non a caso per definire l”esproprio del risparmio si sono inventati il termine bail in. Evidentemente  dopo aver preso atto che il termine profugo era inappropriato, visto che di profughi sbarcati ce n’erano pochi, hanno optato per il termine naufrago per  sensibilizzare forse gli aspetti psicologi delle persone, visto che nessuno si direbbe contrario ad accogliere un naufrago”.

Due le aree di pattugliamento ma in entrambe l’Italia insieme a Malta è il porto più vicino visto che sono esclusi sbarchi nei paesi extra Ue come Tunisia ed Egitto. Francia e Spagna sono troppo distanti e Malta fin qui non è stata mai disposta a far sbarcare i migranti. Alla fine quindi sarà sempre l’Italia ad accogliere tutti, a farsi carico del problema con gli altri che staranno a guardare?

“E’ una presa in giro, come si fa ad escludere i porti extra Ue? E’ assurdo. Perché se la missione fosse davvero quella di salvare i naufraghi perché non portarli anche nei porti non europei? E’ la legge del mare che stabilisce di portare i naufraghi nel porto più vicino al naufragio. Se poi consideriamo che la Tunisia è un luogo popolato da predoni e che quindi non è il caso di sbarcarci i naufraghi, allora mi permetto di obiettare che non dovremmo neanche siglare con quel Paese accordi sull’olio. Perché se dalla Tunisia esportiamo olio e altri prodotti in Europa, non vedo perché non debbano essere considerati anche interlocutori nello sbarco dei naufraghi partiti dai loro porti?”.

Non c’è il rischio di riuscire in questo modo volendo a destabilizzare le aree europee obbligate all’accoglienza, visto che nella nuova missione si parla esplicitamente di obbligo?

“Ma guardi che qui non siamo in presenza di tavole della legge, qui nessuno è obbligato a fare nulla. Non cadiamo nel tranello. E’ una questione di volontà politica. Noi lo abbiamo detto chiaramente. Non rispetteremo nessun trattato europeo che vada contro gli interessi nazionali. Non lo diciamo noi della Lega, è scritto nel programma comune del centrodestra. Il rischio di destabilizzazione c’è sicuramente, ma si può scongiurare rifiutandosi di accettare i diktat dell’Europa. Di tutta questa roba se andremo al Governo faremo carta straccia. Non ci saranno obblighi per noi, se non verso gli italiani. La nostra ricetta sarà procedere con i respingimenti assistiti e con l’adozione di una quota migranti che per quanto riguarda la Lega l’anno prossimo dovrà essere pari a zero”.  

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