Programma Pd, fa Renzi indietro sulle famiglie: “Patente fiscale, detrazioni figli…”

Politica

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Matteo Renzi ha presentato a Bologna il programma politico del Pd ma la rete non la prende bene. 40 pagine e tutti sono concentrati su una (l’ottava): “Un unico sostegno universale alle famiglie. Una misura fiscale unica (in grado di raggiungere anche gli incapienti sotto forma di assegno) che preveda 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni“.

La famiglia è il vero protagonista di questa campagna elettorale, snobbata, calpestata fino ad oggi improvvisamente torna in auge e diventa il punto focale di tutte le “offerte” politiche per il 4 marzo 2018.

Peccato che solo questa proposta, per chi sa fare i conti, dovrebbe costare 9 miliardi di euro. Varrà “per tutti, da zero fino a 100 mila euro l’anno” promette lui. Ma Renzi offre di più: “Uno strumento triennale di 400 euro al mese per ogni figlio fino ai 3 anni“, per nido o baby sitter. Vale 1,1 miliardi. Insomma, dove è stata sparata più grossa? E soprattutto, col 20% a cui è dato il Pd nei sondaggi pensa davvero di andare a governare da solo?

Ma lui non si ferma, per tutta la presentazione sfoggia sicurezza insieme a numeri: propone così anche la “riduzione del costo del lavoro attraverso un taglio dei contributi dal 33% al 29%“, una “buonuscita compensatoria” per i contratti a tempo determinato che non vengono stabilizzati e una “patente fiscale a punti” con “vantaggi, tributari e non” per chi paga correttamente le tasse.

Intanto il partito democratico twitta: “Non si tratta di un libro dei sogni, ma concrete e quotidiane azioni di buon governo. Avanti, insieme. #ProgrammaPD”. Questo mentre il web su twitter non la prende proprio seriamente:

 

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