Test pasta italiana, GranoSalus a Farinetti: “Riveda la posizione su grano italiano”

Salute

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Pasta, grano e Farin…etti – La battaglia del grano continua, dopo una prima sconfitta in Tribunale di Aidepi – l’associazione guidata da Barilla che raccoglie gli industriali della pasta, ora al centro dell’attenzione di GranoSalus finisce Farinetti. I test dell’associazione che raggruppa consumatori di tutta l’Italia e produttori di grano duro del Mezzogiorno hanno analizzato dei pacchi di spaghetti di Pasta di Gragnano di diverse marche trovando la presenza di glisofato (questa l’accusa). Due sarebbero riconducibili a Farinetti mentre sempre un suo campione ne sarebbe risultato esente. Tutta colpa di quelle dichiarazioni (a In Onda Estate su La7) del patron di Eataly sul grano canadese di grande qualità, da lì GranoSalus è sceso in campo.

Ma allora, vi chiederete, come la mettiamo con la tutela IGP? E cosa distingue un grano buono da uno di carente di qualità?

Per ora c’è la versione di GranoSalus (mentre dopo la partecipazione televisiva si attendono nuove risposte da Farinetti): “I testi storici e la bibliografia relativa alla “Pasta di Gragnano” attestano che la produzione della “Pasta di Gragnano” risale al XVI – XVII secolo. Durante il Regno delle Due Sicilie a metà del secolo XIX, la fama della pasta gragnanese e dell’attività laboriosa e sapiente dei cittadini coinvolti in tale lavorazione, acquistò notorietà, tanto che nel luglio del 1845 il sovrano Ferdinando II, in visita ai pastifici gragnanesi, esclamò:“Cibo genuino, come genuini sono gli uomini di Gragnano””.

Ma per essere davvero genuino come una volta, il disciplinare IGP deve dimostrarlo secondo GranoSalus.

Oltre all’ acqua è importante la semola e la sua origine spiegano loro. Per avere alcune informazioni sul grano bisogna andare sul sito del Pastificio Afeltra di Farinetti dove c’è scritto: “Selezioniamo solo grano duro di altissima qualità”. Italiano?

Da qui l’invito a Farinetti di GranoSalus: “Venga prima a sentire il profumo del grano duro durante la raccolta nei campi assolati del Sud e si documenti sugli effetti tossicologici del glifosato e delle micotossine Don. C’è un’ampia letteratura scientifica in merito. Non si illuda che la fortunata combinazione microclimatica e la purezza delle sorgenti dei Monti Lattari siano sufficienti a garantire un prodotto salubre e genuino”.

D’altronde se in Europa la presenza di glifosato è vietata, “a maggior ragione deve essere vietata la sua presenza in un prodotto riconosciuto dall’Unione europea e collegato ad un determinato territorio europeo” dicono loro. Poi arriva l’appello a Farinetti dell’associazione di agricoltori: “Dopo questo test dovrebbe chiedere scusa pubblicamente ai produttori italiani di grano duro del Sud, che oltre ad essere la vera risorsa del Paese continuano a produrre la migliore materia prima per la pasta al mondo e, soprattutto, dovrebbe chiedere scusa a tutti i consumatori italiani ai quali ha fatto credere che la pasta migliore sia quella prodotta con grani esteri”.

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