Macerata, il complotto per il web: bandiera, seconda foto, auto e t shirt

Politica

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Sparatorie di Macerata: cresce nella rete il sospetto e il complottismo. “Nel momento in cui sale inarrestabile l’indignazione popolare per il delitto di Macerata, eccoti arrivare il pistolero di estrema destra, che con sei colpi di pistola cancella il sangue di Pamela e soccorre la sinistra” scrive il vignettista Alfio Krancic.

Addirittura Paolo Becchi manda in circuito un articolo di Imola Oggi su questo filone, dal titolo emblematico: “Macerata: chi ha sparato davvero ai migranti?”. Come chi ha sparato? Eh sì, perché il quotidiano online ha due video dove, scrive, “si vede chiaramente il braccio dell’uomo che impugna l’arma, vestito con un indumento scuro a maniche lunghe”. Dalle immagini circolate su internet, e da tante altre pubblicate in rete, Luca Traini indossa invece al momento dell’arresto una maglietta a maniche corte e una bandiera italiana.

Nel video del Post, in cui si vedono gli spari dall’auto inoltre,”la macchina sarebbe nera”, avverte Cristina Cersei. Nella foto invece diffusa sulla stampa degli interni, “la macchina è grigio chiaro”. E poi insiste cinguettando con un follower: “Se ti ricordi i bei tempi andati sai riconoscere le manine sante dietro certi eventi nei momenti “propizi” e “Avvolto nella bandiera” is the new “Passaporto tra le macerie fumanti”.

E che dire di quella notizia sul piatto dei complottisti poi smentita: “Fermata una seconda persona, forse l’autista. Le forze dell’ordine avrebbero fermato anche una seconda persona, forse l’autista del veicolo. Si stava dirigendo verso Pollenza, nella zona dove sono stati rinvenuti i resti di Pamela Mastropietro”.

Spariscono le immagini che mostrano il fermo dell’altro uomo, cerchiato di giallo nella foto di Quarto Grado che scrive su FB: “Il primo fermato” – si riferisce a quello con il giubbino scuro a maniche lunghe, ndr – “è estraneo ai fatti“. E continua: “Confermato solo l’arresto di Luca Traini” (del cui abbigliamento abbiamo già detto).

Resta il fatto che volente o nolente e senza dietrologie, Trani ha rappresentato l’uomo giusto al momento giusto, perché in un clima di tensione, dopo lo smembramento di Pamela Mastropietro, massacrata da uno spacciatore nigeriano nella cui casa sono state ritrovate mannaie insanguinate e pezzi di carne della poveretta, la sparatoria nella quale sono rimasti feriti sei stranieri è una tragedia in soccorso della rabbia che stava montando.

Rimane in sottofondo la notizia “Cui prodest?”.

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Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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