Ior, condannati due manager. La verità di una fonte interna sul repulisti papale

Politica

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La nota dell’Istituto opere di religione cita così: «Con decisione pubblicata, il Tribunale Civile dello Stato della Città del Vaticano ha riconosciuto due ex Dirigenti di lungo corso dello Ior responsabili di mala gestione. La Corte ha ordinato loro di risarcire lo Ior dei danni emersi. La decisione della Corte è il risultato della causa civile avviata dallo Ior nel settembre 2014 attraverso un’approfondita ispezione degli investimenti finanziari intrapresi dall’Istituto nella prima metà del 2013». Una fonte interna ed attendibile ci propone suggestive ipotesi spiegando e rispondendo alle domande de Lo Speciale.

Cipriani e Tulli condannati per “mala gestione” dovranno risarcire pure i danni. Il direttore e il suo vice si erano dimessi nel 2013. Una notizia che arriva dopo anni incandescenti all’Istituto per le Opere di Religione. C’era stata la cacciata choc dell’allora presidente Ettore Gotti Tedeschi l 2009-2012, poi l’incredibile dimissione del Papa in persona, Benedetto XVI poco dopo che aveva lasciato tutti a bocca aperta e che per molti era ricollocabile all’operazione di trasparenza e a quel “passo indietro” compiuto dallo IOR proprio rispetto a questa, con una repentina modifica alla normativa antiriciclaggio nel dicembre 2011. Siamo di fronte alla conseguenza di quanto successo nel 2012?

“Non credo sia conseguenza diretta, piuttosto potrebbe esser collegata anche a quanto successo nel 2012. Ma la lettura che noi diamo (qui dal nostro osservatorio interno) è diversa. Noi la vediamo come “operazione di immagine” e nulla più, fatta alle spalle di due “disgraziati”, già condannati dal tribunale di Roma e ormai sostituiti da 4 anni nelle loro funzioni. Il mondo dirà: “Ma che bravo Papa Francesco, lui si che sa decidere, senza guardare in faccia nessuno, per il bene della Chiesa”. Immaginate poi la richiesta economica di 47 milioni di euro a due ex manager, non è ridicolo?”.

Ecco appunto. Sorgono delle domande spontanee: se Cipriani e Tulli sono colpevoli, e sarà la giustizia a dirlo, chi altro avrebbe dovuto quantomeno avere i riflettori puntati? E l’organo di controllo dov’era?

“Bella domanda , ma qui all’interno la risposta ce la siamo già data da tempo. Posso dire che qui funziona così: l’organo di controllo chiamato AIF rispondeva in quell’epoca di fatto, anche se non formalmente, alla Segreteria di Stato”.

Esistono possibilità di ricatto e chi sarebbe soggetto ad esse?

“Forse non ho capito la domanda. Ricatto in genere all’interno? Ricatto di qualcuno ai due manager? Ricatto dei due manager verso altri? Direi piuttosto che le dichiarazioni lette dei due manager “parleremo quando leggeremo la sentenza”, possano voler dire che ‘daranno spiegazioni’, che in pratica potrebbero chiarire come questi presunti illeciti siano potuti avvenire. Si vadano a rileggere le cronache del tempo, vi ricordate di un famoso volo privato che arrivò a Ciampino con un monsignore segretario personale del Segretario di Stato con una valigia diplomatica che si rifiutarono correttamente di aprire, chissà magari i due manager hanno qualcosa da spiegare ma lo posso solo supporre”.

Il Papa rischia di essere tirato in ballo? Si potrebbe arrivare a ricattare lui e la Chiesa?

“No, non credo in questo caso specifico. Questa ipotesi poteva esser immaginabile legata ad altri nomi che nel tempo sono stati allontanati. Tutto dipende anche da cosa potesse succedere negli Stati Uniti in questi mesi”.

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Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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