Calenda elogia la Lega di Maroni e Zaia, con Salvini c’è “pericolo razzismo”

Politica

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“La Lega di Matteo Salvini sta prendendo una curvatura che la pone fuori dai valori della Costituzione”. Insomma l’accusa è quella di non frenare il razzismo dopo il caso Pamela. Parla con  toni durissimi Carlo Calenda, Ministro dello sviluppo economico, ad Agorarai su Raitre.

L’attacco è partito con queste parole precise: “La storia non si ripete mai nello stesso modo. Non credo ci sia un pericolo di fascismo, credo che ci sia un pericolo di una nuova forma di razzismo che si salda all’idea che certi problemi possano essere affrontati in modo ideologico e semplice con gli slogan. E vedo forze politiche come la Lega che da questo punto di vista ammiccano a questo fenomeno e secondo me si pongono ai limiti di quello che una volta era chiamato arco costituzionale”.

Il riferimento al caso di Macerata non poteva mancare poi: “Quando in qualche modo scusi il gesto di Macerata, sulla base del fatto che è dovuto alla presunta invasione, quando passi la campagna elettorale a soffiare sul fuoco, solo mobilitando le paure e cercando di spaccare il paese in modo profondo, credo che lì ci sia una cosa che è incompatibile con i valori della Costituzione – ha osservato -. E come in Francia è successo per tanto tempo con la Le Pen, occorre che questo tipo di politica, che è una politica che tende a spaccare il paese, che non si riconosce nei valori di convivenza pacifica del paese venga in qualche modo emarginata”.

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Poi l’elogio a Bobo Maroni, quasi tracciando un distinguo netto tra i due leader leghisti: “La Lega non è sempre stata come oggi è quella di Salvini, è anche stata la Lega di Maroni, che è stato un bravo ministro dell’Interno, la Lega di Zaia che amministra in Veneto. La Lega di Salvini è una Lega invece che parla per slogan, che non affronta mai nella concretezza i problemi, che è priva di esperienza di governo, in particolare lo è Salvini, che anzi ha dimostrato incompetenza quando è stato a Bruxelles, dove non si è mai presentato o si è presentato molto poco”.

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