Di Stefano di CasaPound: “Nascondono il legame tra sbarchi e criminalità”

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“Su Macerata preoccupatevi di CasaPound non del Pd”: sono le parole del segretario del Pd Matteo Renzi al direttore di Repubblica Mario Calabresi che aveva criticato l’atteggiamento da lui definito ambiguo dei Dem sui fatti di Macerata. Simone di Stefano vicepresidente di CasaPound raggiunto da Lo Speciale commenta l’sms inviato dell’ex premier al giornalista. Ancora. Oggi sul Corriere della Sera è stato pubblicato un video realizzato da Francesco Verderami dal titolo emblematico “Italiani non votate!”. Verderami evidenzia come questa campagna elettorale si configuri come la “più drammatica, ipocrita e noiosa della storia italiana”.  Aggiungendo: “I tre poli lavorano per l’astensionismo”. (LEGGI ANCHE LA PRECEDENTE INTERVISTA A SIMONE DI STEFANO sui fatti di Macerata)

“Continua pure ad attaccare me. Quando ti troverai il governo Salvini, con l’appoggio esterno di CasaPound, potrai essere fiero del fatto che le uniche parole su Macerata le hai spese contro Renzi. Non contro i fascisti”. Questo il contenuto di un sms scritto da Renzi e inviato al direttore di Repubblica. Come risponde?

“E’ la dimostrazione di una sinistra che è stata talmente incapace di dare risposte ai problemi del Paese, l’immigrazione su tutti, da dover rifugiarsi nella retorica antifascista. E’ sintomatico di una paura che alberga in questi signori per la risposta che potrebbe arrivare,  forte e chiara, dalle urne premiando CasaPound”.

Nel fine settimana si è molto parlato della manifestazione anti- razzista di Macerata e paradossalmente sono passati in secondo piano i gravi sviluppi sulla morte di Patrizia con la conferma dell’omicidio da parte della seconda autopsia. C’è chi ci ha visto dietro l’ennesima strategia per distogliere l’attenzione dall’emergenza della mafia nigeriana sotto controllo. E’ così? 

“Mi pare evidente che da parte del circuito politico-mediatico ci sia la volontà di distogliere l’attenzione dai crimini commessi dai migranti. Crimini che potevamo benissimo evitare. A chi mi chiede che differenza ci sia fra il caso di Pamela e l’omicidio della ragazza milanese uccisa da un italiano, rispondo che quello di Pamela potevamo scongiurarlo se non avessimo recuperato i presunti assassini in mezzo al mare. E’ evidente che in un simile scenario conviene molto di più mettere la museruola a tutte quelle notizie che in qualche misura certificano il legame fra gli sbarchi e lo sviluppo della delinquenza nelle nostre città. Il significato della manifestazione antirazzista a nostro giudizio serviva proprio a cancellare il caso di Pamela. Se soltanto ci fermassimo a riflettere su cosa sono diventate le città italiane grazie all’immigrazione di massa, basterebbe pensare ai nostri giardini pubblici trasformati in piazze di spaccio per ribellarci”.

Nel corteo di Macerata alcuni centri sociali hanno inneggiato al maresciallo Tito con striscioni e slogan, fino ad auspicare nuove foibe. Le risultano prese di distanza?

“Assolutamente no, nessuno si è scandalizzato. Dirò di più. Stamattina ho sentito dire in tv e radio da alcuni che non vi sarebbero le prove di questo fatto, perché non esisterebbero riprese video o registrazioni che confermerebbero  gli insulti ai martiri delle foibe. Peccato che vi siano striscioni fotografati ed esposti in bella vista. La mistificazione della realtà purtroppo non conosce limiti. C’è una giornata istituita come giorno del ricordo. Fare certi commenti in quella giornata andrebbe perseguito come reato. Ma questo è chiedere troppo”.

Verderami ha detto che i tre poli puntano all’astensionismo e che quelle del 4 marzo sono le elezioni più drammatiche, ipocrite e noiose della storia. Fino quasi a consigliare agli italiani di restarsene a casa. Come risponde?

“Ha ragione sull’analisi, ma la risposta sta proprio nell’andare a votare perché è proprio ciò che temono i grandi partiti fautori dell’astensionismo. Il nostro invito agli italiani è naturalmente quello di andare in massa a votare e sostenere CasaPound per resettare il sistema”.

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