Solidarietà a Meluzzi, rischia vendetta da mafia nigeriana, ma “avanti”

Interviste

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Il criminologo e psichiatra forense Alessandro Meluzzi ha spiegato più volte le pratiche tribali in uso in Nigeria e praticate dalla mafia nigeriana, e soprattutto dopo il caso della piccola Pamela fatta a pezzi ha parlato di cannibalismo rituale. Stiamo importando insomma una criminalità pericolosissima senza preoccuparcene davvero. Una criminalità, questa l’ultima accusa di Meluzzi, che ha come prassi quella di mangiare organi della vittima, che sarebbe uno strumento per acquisire forza, potere, coraggio, secondo delle pratiche rituali cannibaliche di quelle terre.

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Ora, dopo una così forte analisi del caso di Pamela, la vita di Alessandro Meluzzi, secondo il politico Guido Crosetto, sarebbe in pericolo. Ecco il tweet di solidarietà all’amico criminologo:

Ma per questa denuncia, davvero Meluzzi è nel mirino della mafia nigeriana o è una sintesi estrema di Crosetto? Su Lo Speciale lo spiega proprio il criminologo esperto di Quarto Grado.

Meluzzi, che succede, ha ricevuto minacce? 

“Per il momento non ho ricevute minacce anche perché la mafia nigeriana non è solita minacciare prima comunque. E’ vero che sono in una situazione di grande rischio. Certo ho detto mille volte cose molte scomode, che nessuno dice, e ho ritenuto da cittadino italiano e da esperto del settore di doverle spiegare visto che tutti le tacciono. E visto che grandi personaggi dell’antimafia come Saviano hanno i loro uomini di scorta, occupandosi di mafie sicuramente attive ma molte delle quali orientate verso il passato, mentre mi sembra che della grande mafia del futuro – quella nigeriana – nessuno ancora se ne occupi”.

Ma sta dicendo che vorrebbe la scorta anche lei?

“Lasci perdere, sono stato già minacciato a Torino dall’Isis o non si da chi con uno zainetto con dentro proiettili, esplosivo e foto di casa mia. Non ho provato e non provo alcuna particolare reazione. Certo è che se non si è dalla parte giusta, lo Stato non ha gli occhi molto attenti per te. Ma la mia natura, il mio temperamento, la mia storia mi portano ad andare avanti. Tacere mi sembrerebbe colpevole nei confronti del mio Paese oltre che mi farebbe diventare complice, essendo io un criminologo e uno psichiatra forense e occupandomi scientificamente di queste cose. Faccio un appello: gli italiani onesti si uniscano per salvare l’Italia”.

Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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