B. contro unioni gay, Luxuria: “Carfagna mi rassicurò. Ho scritto a Pascale”

Interviste

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Silvio Berlusconi fa marcia indietro sui diritti civili e Vladimir Luxuria, intervistata da Lo Speciale, gli ricorda quanto promesso nella famosa cena di Arcore alla presenza di Francesca Pascale. Il leader di Forza Italia ha infatti dichiarato che la Legge Cirinnà “è sbagliata” ma che “abolirla non significa tornare indietro”. Dagospia attacca: “Berlusconi si accoda a Salvini per recuperare voti fra i beoti conservatori che abboccano alla tiritera sulla famiglia tradizionale”. LEGGI ANCHE L’OPINIONE DI IMMA BATTAGLIA SU LO SPECIALE

Luxuria, Berlusconi è tornato indietro? Vuole abolire la Cirinnà come Salvini?

“La posizione di Berlusconi mi sembra francamente molto ambigua. Forse dovrebbe imparare ad essere coerente. Ricordo perfettamente ciò che disse quando andai a cena da lui ad Arcore su invito della compagna Francesca Pascale per parlargli della stepchild adoption (la possibilità per una coppia gay di adottare il figlio biologico del partner ndr.) alla quale si dichiarò favorevole. La cosa fu poi ribadìta anche in una successiva conferenza stampa che fece infuriare Gasparri ed altri. Forse Berlusconi in questo momento si è fatto i suoi calcoli e ha ritenuto di dover cambiare posizione correndo il rischio di apparire in contraddizione con se stesso, convinto forse della memoria corta degli elettori”.

A questo punto la spaventa una possibile vittoria del centrodestra?

Ritengo l’uscita di Berlusconi una boutade elettorale, perché di norma quando si fa una legge che introduce dei diritti non si può tornare indietro. Questo è soltanto un modo per stringere l’occhiolino agli alleati e all’elettorato più reazionario, con la speranza forse di togliere voti alla Lega. Mi spiace che mentre su tante altre questioni, vedi la Legge Fornero o i rapporti con l’Europa, l’ex premier ha preso nettamente le distanze da Salvini e dalla Meloni, in questo caso preferisca sacrificare i diritti civili per virare pericolosamente a destra”.

Vi rassicura il fatto che nel centrodestra vi siano persone come appunto Francesca Pascale, ma anche Mara Carfagna e l’avvocato Buongiorno, che comunque hanno sostenuto le rivendicazioni del mondo Lgbt?

“Ho scritto un tweet a Mara Carfagna dopo che Eugenia Roccella aveva dichiarato di voler cambiare la Cirinnà, e lei molto duramente mi ha risposto che si trattava di un pensiero personale della Roccella che lei non condivideva, rassicurandomi sul fatto che la cancellazione della legge sulle unioni civili non è nel programma elettorale del centrodestra. Ho scritto anche a Francesca chiedendole cosa sia successo al presidente e attendo una risposta”.

Quindi teme o no la vittoria del centrodestra, anche alla luce di queste diversità di vedute?

“Certo che mi preoccupa. Vorrei che questa legge non soltanto non fosse abrogata ma integrata con la stepchild adoption e con i diritti che ancora mancano. Vorrei si andasse avanti non indietro”. 

Vuole lanciare un appello a Berlusconi?

Di appelli a lui non ne faccio perché una persona che oggi dice una cosa, domani un’altra, dopodomani potrebbe dirne un’altra ancora. Ripeto, qui è una questione di coerenza prima che di chiusura mentale. L’appello lo faccio a tutti quelli che hanno visto con i fatti che la legge sulle unioni civili non ha tolto nessun diritto alle famiglie tradizionali. Fortunatamente gli elettori di destra non sono tutti gretti e chiusi mentalmente. A loro dico di non votare questa gente”.

E chi votare?

“Non so ancora nemmeno io per chi votare. Si figuri se posso dare indicazioni ad altri”.

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