Ferrara vota Bonino, nascita e morte del mito dell'”ateo devoto”

Politica

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“Come può Giuliano Ferrara, l’animatore della lista Aborto no grazie, annunciare sui giornali il voto a Emma Bonino? Semplice. Era il ministro di Berlusconi nel governo che nominò Emma Bonino commissario europeo dopo averla eletta deputato nel gruppo di Forza Italia”. Lo ha scritto il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi dopo che, con un’editoriale su Il Foglio, Ferrara ha annunciato chiaramente le sue intenzioni di voto scrivendo a chiare lettere: “Non avrei mai pensato che, ormai in ritiro virtuale dalla vita pubblica, avrei dovuto votare nel mio collegio romano, in quanto sostenitore dell’unico partito costituzionale residuo, per un Pd che mi porterà la mano a metter la croce su Paolo Gentiloni alla Camera, e vabbè, e Emma Bonino al Senato”. LEGGI ANCHE L’INTERVISTA DI MARIO ADINOLFI SU LO SPECIALE

E’ dunque finito l’idillio fra l’ex direttore de Il Foglio e Silvio Berlusconi? Su questo non vi è ombra di dubbio, anche perché Ferrara non ha mai fatto mistero della sua stima nei confronti di Matteo Renzi e non ha lesinato critiche al centrodestra per aver mandato all’aria il Patto del Nazareno e il progetto del Partito della Nazione tanto caro al segretario del Pd.

Ma è finito anche il mito degli “atei devoti” che tanto aveva affascinato una parte del mondo cattolico. Ferrara grazie alla battaglia contro l’aborto che lo portò a presentare alle elezioni politiche del 2006 una lista con al primo punto la richiesta all’Europa di una moratoria sugli aborti, era diventato un punto di riferimento tanto per le gerarchie cattoliche (la sintonia con il cardinale Camillo Ruini fu molto profonda) che per quella parte del mondo cattolico che non si riconosceva nel centrosinistra prodiano, troppo sensibile al tema diritti civili.

Il primo Family Day, quello del 2007 convocato dalla Cei e dall’associazionismo cattolico per protestare contro il progetto dei Dico (diritti di convivenza) partorito dal Governo Prodi con il contributo dei cosiddetti “cattolici adulti” alla Rosy Bindi, ebbe in Ferrara e nel giornale da lui diretto il principale sponsor. 

Nacque così il mito dell'”ateo devoto”, ossia il non credente sensibile alla difesa dei temi etici, da contrapporre al “cattolico adulto”, ossia il credente contrario però a farsi dettare dai vescovi l’agenda politica e di governo (fu proprio Prodi a coniare questo termine in polemica con i richiami di Ruini).

Oggi quel mito è “crollato” di fronte all’annuncio di Ferrara di votare, insieme al Pd, anche la paladina delle battaglie pro aborto, pro eutanasia, pro nozze gay, pro divorzio breve e pro tutto. La stessa Emma Bonino che nel 2006 definiva Ferrara “un talebano” per la sua battaglia anti-abortista.

Verrebbe da chiedersi cosa sia cambiato in questi anni per convincere Ferrara ad un cambio di passo così clamoroso, anche perché in tema di aborto o si è favorevoli o no, non esistono vie di mezzo. E’ finita definitivamente l’epoca delle battaglie antropologiche che tanto avevano affascinato l’ex ministro di Berlusconi oppure si è in presenza dell’ennesimo ripensamento tipico di Ferrara, passato dal Partito Comunista al socialismo craxiano, e poi da integerrimo berlusconiano ad altrettanto integerrimo renziano?

Di sicuro è finito il sogno degli “atei devoti” e di quanti erano convinti che non fosse necessario un nuovo partito dei cattolici e valoriale per portare avanti la battaglia sui temi etici. Ferrara non volendo li ha smentiti e pure in modo clamoroso.

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