Omicidio Pamela, si allontana l’aggressione a sfondo sessuale

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Pamela fatta a pezzi, ma perchè? Non si trova il movente del delitto, si allontana infatti l’aggressione di gruppo a sfondo sessuale, e restano fermati tre nigeriani per l’omicidio di una ragazza fragile scappata da meno di 24 ore dalla comunità di Corridonia gestita dalla Pars.

Tutto si sarebbe svolto in un attico di 70 metri quadrati affittati a Innocent Oseghale per 400 euro al mese, ma nonostante l’autopsia e il lavoro dei Ris che hanno ispezionato per 5 ore le stanze della “mattanza” cercando tracce che potessero fornire ricostruzioni e arrivare ai complici, l’unica cosa che è sicura è che qualcun’altro ha collaborato con Oseghale.

I tre fermati lo sono in base al rilevamento delle celle telefoniche, tutto il resto non è chiaro. Ieri il prof. Meluzzi ci aveva spiegato le pratiche tribali in uso in Nigeria e praticate dalla mafia nigeriana, e soprattutto dopo il caso della piccola Pamela fatta a pezzi aveva parlato di cannibalismo rituale.

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Stiamo importando insomma una criminalità pericolosissima senza preoccuparcene davvero? Una criminalità, accusa Meluzzi, che ha come prassi pratiche rituali cannibaliche di quelle terre?

Ovviamente la parola va agli inquirenti, che stanno lavorando alacremente per cercare il movente e chiarire una volta per tutte le ragioni di un’atrocità tanto inspiegabile, di un omicidio troppo oscuro e crudele.

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