Accordo lavoro Germania, Fusaro: “Conquista preclusa a Italia subalterna dei Jobs Act”

Politica

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In Germania è svolta sul lavoro con la riduzione dell’orario e l’aumento dei salari. Una politica che piace al filosofo Diego Fusaro intervistato da Lo Speciale. Dalla Germania arriva quindi la conferma che la qualità del lavoro e i livelli di produzione non si ottengono massacrando i lavoratori e i loro diritti, ma anzi riconoscendo loro più tutele contrattuali e salariali. In pratica il contrario della politica fatta in Italia negli ultimi anni e sfociata nell’approvazione del Jobs Act.

Svolta della Germania: 28 ore settimanali, quindi meno orario di lavoro e aumenti, più salario. Effetto Trump? Un altro modello è possibile? Crea ricchezza andare incontro ai lavoratori?

“Questa è una novità da salutare con gioia e con prospettiva di baldanzosa euforia, perché si tratta di una conquista inattesa nel mercato del lavoro. Non so se dipenda da Trump o da qualcosa di diverso, va sicuramente compresa la situazione da cui è scaturita, ma torno a dire che va festeggiata con il massimo entusiasmo. Rivela come la Germania riesca a fare politica lasciando a volte cadere le briciole anche per i lavoratori che in questo caso ne traggono beneficio”.

Questo accordo può essere apripista in Europa. Ma ormai il governo del Pd ha pensato per l’Italia al jobs act. A questo punto è un problema di dirigenza italiana più che di Europa?

“Sicuramente i rapporti di forza sono diversi rispetto alla Germania. L’Italia è più una colonia americana ed è subalterna al capitale. Il partito di Renzi ha giurato fedeltà al capitalismo dominante, apolide, finanziario, da lui non ci si poteva attendere nulla di buono. Speriamo che il nuovo governo, qualunque sia, abbia un rispetto maggiore per il mondo del lavoro finora bistrattato e umiliato”.

La Germania pensa anche di rendere pubblico il trasporto. Insomma torna lo Stato che tutela e che cura. In Germania e in Italia abbiamo partiti europeisti che propongono ancora il modello dell’austerity e del controllo del debito pubblico. Che tipo di ideologia c’è dietro?

“Ottima notizia anche quella di rendere pubblico il sistema dei trasporti. Speriamo non sia solo un fuoco fatuo e rilevi un cambiamento di tendenza anche se non abbiamo ancora gli elementi per dirlo. L’auspicio è che questa inversione di tendenza arrivi, visto che finora è sempre prevalsa la politica detta Reaganomics, con la distruzione del mondo pubblico ad opera del privato”.

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Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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