Perugia, Ferrero (Prc). “Sono stati i fascisti, il Governo li sciolga”

Politica

Militante di Potere al Popolo,  lista che raccoglie le formazioni di estrema sinistra, è stato accoltellato a Perugia mentre attaccava manifestati elettorali. Paolo Ferrero, già ministro ed ex segretario di Rifondazione Comunista, attuale vicepresidente del Partito della Sinistra europea raggiunto da Lo Speciale torna a chiedere lo scioglimento delle formazioni di estrema destra che si richiamano al fascismo. L’uomo sarebbe stato accerchiato e aggredito alle spalle da alcune persone vestite di nero non ancora identificate. Sarebbe stato poi colpito con tre colpi di arma da taglio: aggredito con lui anche il cugino che lo stava aiutando e che sarebbe stato colpito alla testa. Modalità che secondo i militanti della sinistra non lascerebbero dubbi in ordine alla matrice fascista dell’aggressione, sulla quale stanno indagando gli inquirenti.

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Un vostro militante aggredito a Perugia, città che tradizionalmente è sembrata sempre estranea al radicamento dell’estremismo di destra. Eppure si è parlato di aggressione fascista. Come lo spiega? 

“Mi pare evidente che esista un problema di organizzazioni fasciste, anche a Perugia su un milione di persone ci possono essere quattro estremisti di destra che vanno ad accoltellare la gente. Il problema è nazionale, anche perché se prima certe organizzazioni evitavano di richiamarsi esplicitamente al fascismo, oggi invece ostentano chiaramente la loro continuità ideale con il ventennio. Il fatto che il Governo non faccia nulla per impedire a queste formazioni di esistere, evidentemente le fa sentire libere di muoversi nella più assoluta impunità. Non si limitano più soltanto a propagandare idee fasciste ma si sentono addirittura autorizzate a praticare metodi squadristi. Chiediamo lo scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste visto che la democrazia questo Paese l’ha ottenuta combattendo il fascismo”.

Gli autori dell’aggressione non sono stati individuati. Avete elementi a conferma della matrice fascista?

“La Polizia sta svolgendo indagini. Quello che sappiamo è che i nostri due compagni stavano attaccando manifesti quando sono stati aggrediti da quattro persone. Fortunatamente faceva molto freddo e il compagno accoltellato era molto vestito; lo spessore degli indumenti ha così permesso di attutire la lunghezza della lama, altrimenti oggi staremmo probabilmente a parlare di omicidio”.

Nelle ultime ore a Palermo sarebbe stato invece aggredito e pestato un dirigente di Forza Nuova. Si sta forse tornando allo scontro fra opposti estremismi?

“Non siamo a questo. Sulla vicenda di Palermo stiamo cercando di capire cosa diranno gli inquirenti. Premesso ciò la violenza, gli agguati e i pestaggi non appartengono alla nostra cultura politica. Noi insistiamo con il dire che i fascisti vanno messi fuorilegge, ma deve essere lo Stato a farlo seguendo la Costituzione e le regole repubblicane. Non è nostro interesse acuire guerre fra bande. Il nostro unico obiettivo politico è vincere le politiche neoliberiste che stanno diffondendo tanta disoccupazione e disperazione  fra la gente, creando terreno fertile per il radicamento dell’estremismo. Temo che le azioni violente dei fascisti servano anche a distogliere l’attenzione dai problemi reali del Paese. Invece di discutere del lavoro che non c’è, si parla di immigrati e di aggressioni. Lo Stato deve fare lo Stato mettendo queste formazioni nella condizione di non nuocere alla democrazia; il nostro compito invece è combattere le ricette economiche che hanno ridotto l’Italia alla fame”. 

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