Nigeria, salvate alcune studentesse rapite. Dove mandiamo i nostri soldati

Politica

Quattro anni fa, Boko Haram rapì oltre 270 studentesse nella città di Chibok. Ora come riferisce l’Agenzia Ansa alcune delle 111 ragazze nigeriane scomparse dopo l’attacco sferrato in una scuola a Dapchi sono state tratte in salvo dall’esercito: lo scrive la Bbc online, che cita un comunicato dello Stato di Yobe.

La nota  – si specifica – non precisa quante studentesse siano ora al sicuro, ma indica che le ragazze scomparse sono state “rapite da terroristi”, mentre ieri il capo della polizia negava ufficialmente che si fosse trattato di “rapimenti”.

Prima di fuggire, i jihadisti di Boko Haram avevano saccheggiato la scuola.Di ieri l’appello dei familiari che si sono radunati davanti alla scuola per avere informazioni. “Ci hanno detto che si erano rifugiate in altri villaggi, ma siamo stati in tutti questi villaggi, invano. Cominciamo a temere il peggio. Abbiamo paura che si tratti di una nuova Chibok”, aveva detto uno dei parenti.

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Quanto a Gentiloni che aveva espresso la volontà di una prossima missione dei nostri soldati in Niger, un punto nevralgico delle rotte dei migranti verso l’Europa, si dice che svolgeranno anche “attività di sorveglianza e di controllo del territorio” come aveva già scritto Repubblica. 470 militari e 130 veicoli che all’inizio opereranno con i francesi, in una zona dove sono attivi miliziani e contrabbandieri.

Per altri invece dietro l’intento di combattere terrorismo e traffico di esseri umani ci sarebbero ragioni geopolitiche che i governi tacciono: in ballo miniere della Francia e risorse del Sahel.

 

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