Guerra ad “inciucisti” Renzi e Berlusconi appena cominciata con Emiliano

Politica

Michele Emiliano in un’intervista a Telenorba lancia la bomba: “Se il presidente Mattarella dovesse dare l’incarico a Di Maio, io farò ogni sforzo perchè il Pd sostenga il M5s nella formazione del governo”. Non contento, spiega meglio il suo pensiero: “Se il Pd non dovesse essere il primo partito – aggiunge – e l’incarico dovesse essere dato al M5s, e ad altre ipotesi non voglio pensare, siccome sarà un governo di emergenza perché nessuno avrà la maggioranza assoluta, bisognerà far in modo che il gruppo che riceverà l’incarico poi possa formare un governo”.

A fargli come da eco Roberto Fico, del Movimento 5 Stelle, ad Agorà, il programma di RaiTre, intervistato da Serena Bortone: “Il primo risultato è andare al governo, governare da soli con una maggioranza in Parlamento e applicare il programma del Movimento 5 Stelle. Oppure andare alti come parlamentari, averne un grande numero e di conseguenza non far fare l’inciucio a Pd e Forza Italia. E se loro non potranno fare nessun patto entriamo molto più forte in gioco noi con il programma del Movimento 5 Stelle, lo mettiamo sul tavolo. Se può essere discusso? I programmi sono anche valori e principi, e i valori e i principi non possono essere discussi. Possono essere discusse piccole modifiche, ma è uno scenario che dovremo vedere dopo il 4 marzo a seconda dei numeri che ci saranno”.

Insomma la guerra agli inciucisti Renzi e Berlusconi è appena cominciata. Ad attaccare però sia i due “complottanti” che il M5s ci si è messa niente meno che la Presidente della Camera da Radio Capital: “Presidenza della Camera a Luigi Di Maio? Io sinceramente non gliela darei. La lascerei a qualcuno con più rispetto per le istituzioni”. Quanto alla differenza di posizione con Grasso su M5S, dice: “Non è che ci siano tutte queste differenze anche Grasso ha sempre detto che loro devono chiarirsi le idee su alcuni punti fondamentali. Sull’immigrazione, sul fascismo e antifascismo, sul rapporto con il sindacato. Le divergenze ci sono tutte, sono più i punti che ci dividono che quelli che ci uniscono”. E sul Gentiloni bis? “Bisogna vedere il voto del Parlamento – ha concluso Boldrini rispondendo ad un’altra domanda – non è che il governo Gentiloni può andare avanti a interim per un anno, gli affari correnti hanno un limite fino a quando c’è il nuovo Parlamento”.

 

 

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