Juncker, Cacciari: “Vogliono il Gentiloni bis, ma ci saranno sorprese”

Politica

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Allarme di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea sul voto italiano. Per il filosofo Massimo Cacciari, intervistato da Lo Speciale “nulla di nuovo sotto il sole”. “Prepariamoci ad un governo non operativo in Italia” aveva detto Juncker prima di correggere il tiro in seguito alle polemiche che le sue dichiarazioni hanno scatenato sia a livello di governo che di partiti. Eppure tutti i sondaggi, prima che scattasse il divieto di pubblicazione, hanno continuato a delineare per l’Italia uno scenario di “larghe intese”, di fronte alla certezza quasi matematica che nessuna coalizione riuscirà r raggiungere la maggioranza assoluta. Nelle ultime ore ad agitare le acque ci si è pure messa l’inchiesta per riciclaggio a carico di Salvatore Caiata presidente del Potenza Calcio e candidato con il M5S: in più si sono aggiunte le dichiarazioni choc dell’inviato del programma Le Iene Filippo Roma che ha denunciato minacce da parte di alcuni attivisti 5S dopo i suoi servizi su rimborsopoli.

LEGGI LA PRECEDENTE INTERVISTA DE LO SPECIALE A MASSIMO CACCIARI

Cacciari, Juncker parla del voto italiano come di un “salto nel buio”. E’ l’ennesimo endorsement in favore delle larghe intese?

“Che Juncker abbia detto qualcosa di non dipolomaticamente corretto mi sembra ovvio, così come mi sembra altrettanto ovvio che l’abbia detta. In Europa sono certamente preoccupati del voto italiano, potrebbero fare a meno di dirlo ma la sostanza alla fine non cambierebbe. Del resto si sono sempre intromessi in tutte le campagne elettorali: lo hanno fatto in Spagna, in Francia, in Grecia per dichiararsi sempre favorevoli al mantenimento dello status quo. A Bruxelles tifano per Gentiloni, sperano che in un modo o nell’altro resti in sella lui”.

Anche con un’eventuale appoggio di Berlusconi per esempio?

“In Europa la preoccupazione maggiore è rappresentata dal successo di Salvini da una parte e da quello di Di Maio dall’altra. Sono queste le uniche soluzioni che in questo momento spaventano di più Juncker e soci”.

Non è un mistero però che tutti i sondaggi escludono la vittoria di uno schieramento sull’altro. Quindi le large intese appaiono quasi scontate salvo colpi di scena dalle urne. Lei quale soluzione vede probabile all’orizzonte?

  “Dipenderà dai voti che prenderanno i partiti. Se si andrà ad un governo di larghe intese non tutte le coalizioni saranno possibili, questo è chiaro, e non è neanche scontato che possano esserci i numeri necessari per formare comunque una maggioranza. Fare ipotesi senza vedere i voti effettivi raccolti da ogni singola forza politica mi pare azzardato. Potrebbero arrivare sorprese tali dalle urne da rendere impossibile qualsiasi maggioranza”.

Mettiamo il caso che nessuno vinca e Mattarella decida di affidare l’incarico a Luigi Di Maio essendo il leader del partito più votato. Vede possibile un governo M5S appoggiato dalla Lega o da Liberi e Uguali?

“Non credo, mi sembra una soluzione molto difficile e pure complicata”

Quindi per forza di cose non resta che la soluzione Patto del Nazareno, ossia un accordo fra Pd e Forza Italia?

“Questa soluzione la ritengo molto più probabile, ma non scontata. Se il Pd scende sotto il 20% per esempio è chiaro che non avrà i numeri necessari per fare un governo con Forza Italia, specie se questa non dovesse superare il 15%. Ripeto, è tutta una questione di voti. Adesso fare previsioni sa molto di fantapolitica”.

Nel M5S è scoppiato lo scandalo rimborsopoli e oggi si è appreso che il candidato di Potenza, per giunta noto dirigente sportivo, è indagato per riciclaggio. Poi ci sono i candidati presunti massoni. I grillini insomma sono rimasti vittime della sindrome di Robespierre? 

“Ma no, qui è un problema di selezione dei candidati. Con il metodo che seguono loro chi volete che possano selezionare? Le sembra meno pericoloso politicamente uno che ha preso quaranta voti sul web rispetto ad uno che è indagato per riciclaggio o è massone? Con sistemi di questo genere mi sembra del tutto normale che ci possa scappare l’indagato”.

Tutte queste vicende penalizzeranno i 5S a livello elettorale o come sostengono molti avranno l’effetto di un boomerang?

“Non credo che i grillini saranno penalizzati anche perché qui non basta la loro debolezza per perdere. Ci vorrebbero partiti più forti ma qui il problema è che sono tutti deboli, come case che stanno per crollare e si tengono in piedi alla meno peggio appoggiandosi l’uno alla debolezza degli altri”. 

 

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