Firenze, Ferrero (Prc) boom: “Giuste le contestazioni a Nardella!”

Interviste

Firenze, il sindaco Nardella costretto ad abbandonare il corteo dei senegalesi per gli insulti, gli sputi e gli spintoni ricevuti dai connazionali dell’ambulante ucciso. Lo Speciale ha chiesto un commento a Paolo Ferrero già segretario di Rifondazione Comunista e oggi vicepresidente del partito della Sinistra europea dopo essere stato anche ministro della Solidarietà sociale. Rifondazione per altro sta organizzando per sabato un corteo anti razzista a Firenze insieme alla comunità senegalese per protestare contro l’omicidio dell’ambulante Idi Diene, ucciso da uno squilibrato, ma senza specifici intenti razzisti. E proprio il fatto che gli inquirenti abbiano escluso la matrice xenofoba sarebbe alla base della rabbia dei connazionali.

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Ferrero, a Firenze la situazione è fuori controllo. Può la legittima rabbia dei senegalesi per l’omicidio di un loro connazionale giustificare tutto questo?

E’ evidente che il razzismo propagandato a piene mani dalle destre che è arrivato anche a giustificare l’atto terroristico di Macerata contro gli immigrati, ha generato uno stato di terrore. Le comunità immigrate si sentono continuamente sotto tiro, oggetto di possibili atti di violenza gratuita per il solo fatto di avere la pelle nera, ad opera di soggetti che si mettono a sparare all’impazzata contro di loro. Questi sono i frutti drammatici prodotti dal razzismo, che ha portato a considerare il nero in quanto tale, un soggetto da tiro al bersaglio”.

Nardella contestato, preso a sputi e costretto a lasciare il corteo cui aveva partecipato per dimostrare la solidarietà della città al senegalese ucciso. Che significa questo? Che la situazione è ormai fuori controllo?

“La contestazione contro Nardella è comprensibile se si pensa che il giorno prima il sindaco aveva messo quasi sullo stesso piano la morte dell’immigrato con i danni alle fioriere da parte dei manifestanti scesi in piazza. Non mi pare poi che Nardella abbia mai intrapreso una vera e propria guerra contro questo razzismo”.  

Da destra sostengono invece che questo è il frutto avvelenato della propaganda di sinistra che ha elevato a tal punto gli immigrati ad eroi da avergli fatto credere di poter godere di una totale impunità. Come risponde?

Che siamo arrivati al complotto giudaico-massonico di nazista memoria. E’ uno spettacolo già visto, quello cioè della costruzione del capro espiatorio per giustificare la violenza e il ricorso a forme di intolleranza e di fascismo. Ieri il capro espiatorio erano i comunisti, oggi sono i neri la causa di tutti i mali. In questo modo possono giustificare tutto ciò che fanno, comprese certe politiche finanziarie sempre orientate a favore dei ricchi e rivolte all’aumento del divario sociale. Con questa demagogia rivoltano sugli altri le proprie colpe. Demagoghi bravi soltanto a propalare menzogne”.

Il Prc sta collaborando all’organizzazione del corteo anti-razzista di sabato. Ma cosa serve per fermare la spirale di tensione in atto e riportare sotto controllo una situazione esplosiva?

“Serve agire su tre piani. In primo luogo è necessario un lavoro di educazione alla coesistenza fra diversi per far capire alla collettività che il mondo non si divide in razze ma in un’umanità che si muove. L’incontro fra culture diverse deve essere considerato un fatto fisiologico che c’è sempre stato ed è una ricchezza. In secondo luogo serve un dialogo concreto e politiche di tessitura sociale capaci di favorire l’integrazione fra diversità per superare l’isolamento e la paura dell’altro, abbattendo i muri dell’apartheid . Per fare questo occorre creare una rete sociale fatta di case del popolo, centri sociali, parrocchie, luoghi in cui la gente si incontri per socializzare. In terzo luogo serve una lotta per la giustizia sociale perché il razzismo è frutto dell’impoverimento progressivo. La gente ha paura del futuro, vede nello straniero un pericolo per la propria sicurezza economica, scatenando un infame lotta fra poveri. Il problema vero è che in Italia i ricchi sono sempre più ricchi e si sono mangiati le ricchezze della maggioranza degli italiani. Serve dunque una radicale battaglia sociale contro il potere dominante delle multinazionali del capitalismo e delle banche”. 

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