8 marzo, Abbate: “Donne non copiate il maschio ma Rosa Luxemburg”

Interviste

Festa delle donne, interviene lo scrittore Fulvio Abbate che intervistato da Lo Speciale spiega quali diritti mancano ancora alle donne per una piena parità, ma tuttavia rifiuta il carattere ideoplogico e serioso che molti sembrano voler imprimere a questa giornata. E nel definire i diritti da conquistare indica anche alle donne italiane i modelli da imitare e quelli da non seguire.

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8 marzo, quale messaggio si sente di lanciare alle donne italiane?

“Nessun messaggio, sono le donne che l’8 marzo prendono la parola e si rivolgono a loro stesse. E’ evidente che in Italia persista ancora una questione femminile da risolvere. Un dato su tutti: le paghe delle donne molto spesso non sono equiparate a quelle dei lavoratori maschi e questa è una grossa ingiustizia da superare. Poi esiste una questione di dinamiche di potere all’interno della relazione uomo-donna ma su questo credo che la cronaca e i numerosi casi di femminicidio raccontino già abbastanza”.

Come dovrebbero festeggiare questa giornate le donne?

“Mettiamo da parte per un attimo la serietà ed usciamo dal contesto dei centri urbani. Andiamo nelle periferie dove il disagio femminile è molto più forte che altrove. Pensiamo che per una volta l’anno una donna ha la possibilità di uscire dal recinto domestico e per una sera dare libero sfogo ai suoi piaceri facendo ciò che la quotidiana routine non gli permetterebbe mai di fare. Uscire con le amiche a mangiare la pizza e prendersi pure qualche svago di troppo. Queste donne hanno forse soltanto questa giornata per poter compiere un atto di ribellione e riconquistare una propria libertà, aspettando poi un altro anno per poter liberarsi di nuovo. Non è uno scherzo. Sapesse quante signore Maria ci sono ad attendere con ansia questa giornata per poter rompere gli schemi tradizionali e vivere per una sera fuori dalle regole. Poi io c’è una cosa di questa giornata che detesto particolarmente, ed è il profumo della mimosa”.

Le donne oggi, sempre meno madri e più lavoratrici, sono più o meno frustrate rispetto a prima?

“Lo sono nel momento in cui cercano di assumere il modello maschile che è un modello di competizione e di sopraffazione. Ovvio che poi ci si ritrovi a vivere una maggiore frustrazione”.

Per quale diritto oggi una donna dovrebbe combattere?

“Per gli stessi diritti dell’uomo, casa, ospedali, scuole, servizi pubblici, tutto ciò che può consentirle il raggiungimento di una migliore qualità della vita e la conquista di una maggiore autonoma tale da poterle permettere di mandare anche al diavolo il marito se necessario. Non mi sembra che lo Stato offra molto alle donne per sentirsi gratificate nella competizione con l’altro sesso”.

Se dovesse indicare alle donne un modello da imitare, chi sceglierebbe?

“Rosa Luxemburg, una grande rivoluzionaria che ha saputo ribellarsi all’autoritarismo bolscevico maschile di Lenin”.

E chi sconsiglierebbe invece?

“Forse la Loredana Lecciso che sogna di sposare Albano a tutti i costi”.

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