8 marzo, Fusaro: “Donne sfruttate sempre dal sistema. Rivendicate due diritti”

Interviste

Festa delle donne, Lo Speciale ha chiesto un commento al filosofo Diego Fusaro sul vero significato della giornata dell’8 marzo alla luce delle conquiste e dei traguardi ottenuti dal mondo femminile nei vari campi. E soprattutto quanto, queste conquiste, hanno contribuito a cambiare il volto della società. Il fatto per esempio che la donna oggi lavori e in certi casi assuma anche posizioni di vertice, quanto può influire sul decremento della natalità? E poi, quanto può compromettere i rapporti di coppia?

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Fusaro, come si dovrebbe davvero festeggiare l’8 marzo?

“Si dovrebbe festeggiare in maniera diametralmente opposta rispetto a come avviene oggi. Non dovrebbe essere intesa come una festa mercantile, trasformando tutto in merce utile al circuito gelido del mercato. Uomini e donne dovrebbero battersi insieme per una società nella quale entrambi possano avere pari dignità, diritti, parità di salari e uguale riconoscimento al di fuori dei circuiti classisti del capitalismo globale”.

Il primo diritto per cui una donna oggi dovrebbe lottare?

“Due diritti la donna dovrebbe oggi rivendicare: Il primo è quello di avere un trattamento dignitoso ed equo incompatibile con le regole della società capitalistica; il secondo è quello di poter essere trattata non come una merce circolante o una lavoratrice da sfruttare, ma come donna titolare di prerogative specifiche che devono essere riconosciute e valorizzate” .

Oggi la donna è sempre più lavoratrice e meno madre. I dati sulle nascite sono allarmanti. Impossibile però chiedere aiuti sociali a donne che vogliono fare le casalinghe o essere madri, farebbe rivoltare le femministe. Ma quanto la donna oggi è più frustrata rispetto al passato?

“Un tempo le donne erano sfruttate dal sistema che le concepiva essenzialmente come mogli e madri. Oggi lo sono doppiamente perché oltre che mogli e madri sono diventate merce da sfruttare per il sistema capitalistico. Quindi si è passati da una situazione svantaggiosa ad un’altra che lo è ancora di più, ma che falsamente si presenta come libera ed emancipativa. Dopo il danno dunque anche la beffa. Come se la liberazione della donna consistesse nell’indossare la minigonna”. 

Cosa insegna la filosofia sulle donne?

“Kant diceva che tutto ciò che gli uomini dicono sulle donne è sospetto perché sono lievemente di parte. La filosofia sulle donne ci insegna però che queste sono parte diversa del genere umano ma con uguale dignità. Come avviene per la mano destra e quella sinistra che sono diverse ontologicamente ma hanno stesso valore. In quelle società in cui le donne non hanno pari dignità è necessario battersi per ottenerla, ma senza pensare di poter ottenere questa parità annullando le differenze di genere. Ciò significherebbe infatti precipitare in una forma di ingiustizia ontologica”. 

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