Meluzzi contro Bannon: “M5S più vicino a Pd. Salvini è unico Trump italiano”

Interviste

“Sogno un governo Salvini-Di Maio”. Lo ha detto Steve Bannon esponente dell’estrema destra americana ed ex stratega di Donald Trump. Un’analisi contestata però a Lo Speciale dallo psichiatra Alessandro Meluzzi che l’ha giudicata “superficiale”. “Il mio sogno è vederli governare assieme, sono espressioni diverse dello stesso fenomeno e superano, assieme ad altre formazioni minori, la metà dei votanti”. Bannon aggiunge di preferire il leader leghista Salvini al pentastellato Di Maio perché “il leader della Lega rappresenta il Nord, ovvero tre quarti del Pil nazionale, mentre il leader del Cinquestelle propone il reddito di cittadinanza, una versione dell’economia sussidiata”. Tuttavia dalle pagine de La Stampa dice: “Il mio sogno è di vederli governare assieme”.

LEGGI SU LO SPECIALE L’ANALISI SUL VOTO AL M5S

Per Bannon, 5Stelle e Lega sarebbero in Italia il cuore della rivoluzione partita negli Usa con la vittoria di Trump. Ma quanto è vero questo?

“Direi che questa sua analisi è molto superficiale e denota scarsa conoscenza delle dinamiche della politica italiana. Il movimento 5Stelle è la nuova Dc dorotea del sud. Nel mio libro “I Dorostellati” avevo spiegato chiaramente già in tempi non sospetti,  come i grillini fossero l’evoluzione naturale del doroteismo democristiano e oggi purtroppo ne abbiamo avuto la conferma. Mi spiace dover dire che avevo ragione. Chi prima a Napoli e dintorni votava Gava, oggi vota Di Maio. Il M5S è un insieme di statalismo, assistenzialismo, ambiguità dorotea, giustizialismo, quanto di più lontano possa esserci da Donald Trump e dal suo liberalismo fondato sul sovranismo e sulla difesa degli interessi nazionali”.

Salvini invece?

“Salvini certamente sì, anzi direi che solo la Lega è il cuore in Italia della rivoluzione partita dagli Usa con Trump. I 5Stelle a mio giudizio sono soltanto un grande equivoco, Anzi, Di Maio e company semmai sono un prodotto dell’America dem non certo di quella trumpiana”.

Eppure Bannon sogna di veder governare insieme Salvini e Di Maio pur evidenziando che sono molto differenti l’uno dall’altro. E’ possibile secondo lei?

“Purtroppo non è possibile perché i 5S sono ancorati agli interessi dell’Europa, di Macron, della Merkel, delle grandi lobby migrazioniste e Di Maio non potrà che allinearsi alla Casaleggio associati da dove proviene, organizzazione che ha creato dieci anni fa la più grande. e a mio giudizio spericolata, operazione di marketing politico: dirottare la protesta italiana verso una versione che non fosse eversiva. Del resto Grillo lo ha detto più volte che senza di loro probabilmente in Italia sarebbero prevalse le forze estremiste. Il M5S non ha nulla a che vedere con la Lega, e non potrà che fare un governo con i resti del Pd visto che gli interessi sono convergenti. Non è un caso che Fornero, Scalfari, Pasquino, De Benedetti, Prodi non facciano che tessere da giorni le lodi di Di Maio vedendo invece l’unico pericolo reale nella Lega di Salvini, l’unico Trump italiano”.

Bannon infatti candida Salvini leader, ma il M5S ha il doppio dei voti. Quindi?

“Quindi ripeto, un governo Salvini e Di Maio è impossibile, perché i grillini sono nati e sono stati allevati nell’ambiente democratico statunitense, non in quello repubblicano. Nel ragionamento di Bannon c’è questo grande equivoco, perché se il mondo di Obama, della Clinton e di Soros è nell’album di famiglia dei 5S, questo è quanto di più lontano possa esserci dalla Lega”.

Ritiene credibile la nascita di un’internazionale sovranista?

“Questo è inevitabile perché ci sono interessi convergenti in molti paesi. C’è infatti un primo blocco formato da Slovacchia, Polonia, Austria, Ungheria che ha come leader l’ungherese Orban che io stimo moltissimo: poi c’è il blocco francese con Marine Le Pen e la nipote, ci sono i nazionalisti olandesi, quelli svedesi e tedeschi. Tutti questi partiti che si oppongono al globalismo migrazionista e antisovranista guidato dalle forze del capitale finanziario che promuovono la sostituzione etnica dell’Europa in chiave afro-islamica, non potranno che organizzarsi insieme e formare un grande fronte di resistenza. Questo diventerà ancora più inevitabile l’anno prossimo con le elezioni europee”.  

Condividi!

Tagged