Il lato oscuro della Germania: Diane Kruger vittima del terrorismo nel nuovo dramma di Fatih Akin

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Tralasciamo volutamente di menzionare i “cattivi” per amor del colpo di scena, dato che questi si palesano solo dopo la prima parte del film, condividendo la scelta della Bim Distribuzione di confezionare il trailer italiano (a differenza di quello internazionale) mantenendo il mistero sugli sviluppi della trama. Riteniamo doveroso, tuttavia, informarvi che Oltre la notte fa i conti con la cronaca e con un tipo di terrorismo (ancora?) sconosciuto nel nostro Paese che riguarda la pagina più triste del Novecento.

Fatih Akin, regista e sceneggiatore tedesco di origini turche specializzato nel confronto interculturale (si vedano La Sposa Turca, 2004, e Soul Kitchen, 2009), confeziona un dramma dal forte peso specifico totalmente incentrato sull’interpretazione a tutto campo di Diane Kruger (premiata come miglior attrice a Cannes). La Famiglia, La Giustizia e Il Mare, i tre capitoli in cui è diviso il film, nelle sale dal 15 marzo, raccontano una storia che evita qualsiasi comprensione o riconciliazione per affrontare a muso duro le atroci conseguenze dell’odio razziale, tanto da poter essere letta come un grido d’allarme riguardante ogni guerra etnica in atto.

Una bomba che esplode uccidendo un padre e suo figlio, lasciando sola una madre/moglie che finisce per perdere tutto, dalla speranza all’umanità. Ci troviamo nella Germania dei quartieri multietnici i cui residenti, tuttavia, possono dare fastidio a qualcuno. Sono queste le premesse necessarie per compiere una riflessione sul pregiudizio nei confronti delle vittime (l’uomo aveva un passato da spacciatore), per poi constatare l’impotenza (o l’inefficacia?) dei tribunali.

Il cuore della pellicola sembrerebbe pulsare solo nell’ultima parte, ma si tratta soltanto dell’ultimo atto, avvincente quanto la parte del processo, di una dinamica tristemente comune a tutti i conflitti religiosi – e quindi politici – ovvero che gli atti di violenza sono sempre seguiti da altrettanta violenza, senza alcuna eccezione, a meno che non intervengano le istituzioni (relegate da Akin, non a caso, tra gli sconfitti).

Pur rivolgendosi esplicitamente a un preciso lato oscuro della Germania contemporanea (e condannando apertamente i venti xenofobi nel resto dell’Europa) Oltre la notte è dedicato alle vittime di tutti i terrorismi sobbarcando di ogni ferita una splendida Diane Kruger, che grazie alla disinvoltura con cui passa dalle gioie familiari al dolore del lutto e della solitudine, costruisce una parabola cupa e alienante sull’annientamento.

Paolo Di Marcelli

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