Direzione Pd, Martina e Orfini dem ombra dell’opposizione di Renzi

Politica

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Compattezza in attesa del congresso. C’è compiacimento per la direzione Pd di oggi da parte di Matteo Renzi, che ha ringraziato il presidente Matteo Orfini e il segretario reggente Maurizio Martina per il buon lavoro svolto. Lo apprende l’Ansa da fonti vicine all’ex segretario. Chi “oggi parla di attacchi” da parte di Renzi, affermano le stesse fonti, “non coglie nel segno: il Pd è unito e compatto sulla linea dell’opposizione e in attesa del congresso”.

Ma la realtà è anche quella che i due “dem ombra” di Renzi, Martina e Orfini risultano fermi sulle posizioni dell’ex segretario PD, e che tutto è cambiato perchè nulla cambi secondo i più fini analisti. Lo dice chiaro e tondo Fassino ai microfoni di Vista: “Renzi resta personalità importante del partito”. Più che importante direbbe qualcuno.

E infatti il piano è pronto e lo snocciola Martina.

“Abbiamo bisogno – ha detto – di una lettura politica e culturale all’altezza del tempo che stiamo vivendo” e di “una profonda riorganizzazione” del partito; compito che l’Assemblea dovrà affidare a una “Commissione di progetto”. L’Assemblea, a questo punto, secondo lo statuto, eleggerà un segretario (come fu per Epifani nel maggio 2013) e qui i nomi sono quelli di Nicola Zingaretti, dello stesso Martina e di Graziano Delrio, oggi intervenuto: “Siamo ancora il secondo partito italiano, staremo uniti”.

Ma si è tirato fuori Carlo Calenda, oggi presente per la prima volta ad una Direzione Dem.

Alla fine, tranne l’astensione dei 7 esponenti vicini ad Emiliano, tutti hanno votato il documento unitario non senza momenti di tensione tra renziani e le aree di Orlando e Cuperlo. Le seconde chiedevano la nascita di un coordinamento unitario al posto della segreteria, e i primi vi si sono opposti temendo la nascita di un “caminetto”.

Paolo Gentiloni in un Tweet per non irritare nessuno ha usato le solite parole moderate, sena sale e senza pepe: “Le dimissioni di Renzi esempio di stile e coerenza politica. Dalla sconfitta il Pd saprà risollevarsi, con umiltà e coesione. Ora fiducia in Maurizio Martina”.

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