Direzione Pd: tutti contro Renzi, anzi no. Contro M5s

Politica

Direzione Pd. Si inizia subito con un colpo di scena. E’ stato portato negli uffici del commissariato uno dei militanti dem che ha inscenato una protesta fuori la sede del Nazareno, prima dell’inizio dell’incontro, con indosso adesivi «Mai con M5S» (e pare sia stato ascoltato). La serata è continuata tra lati e bassi. La direzione nazionale del Partito Democratico al Nazareno che deve valutare le posizioni da assumere in seguito agli ultimi sviluppi politici è stata un susseguirsi di repliche, polemiche e suggerimenti.

Critiche a Matteo Renzi sono piovute nel corso della direzione dal sindaco di Bologna Virginio Merola e da Goffredo Bettini (che sta uscendo allo scoperto)  che ha citato il discorso di Walter Veltroni al Lingotto. Secondo Merola il “compagno Renzi” è stato poco rispettoso nei confronti del partito nella sua intervista televisiva su Rai1. Il primo cittadino ha poi provocatoriamente aggiunto: “Nessun governo con il M5s, ma si può fare con Berlusconi e Salvini?”.

Per Bettini invece è stato un errore dell’ex segretario contrapporre “speranza e rabbia” nella campagna elettorale. Si deve andare a fondo della rabbia e poi trasformarla in progetto politico”, ha aggiunto, secondo quanto riferiscono i presenti.

Francesco Boccia ha tentato di ricucire dicendo che non c’è nessuna scissione nel PD. Damiano (PD) ha detto di non accettare l’idea che chi ci ha votato ci vuole all’opposizione, “siamo in un sistema proporzionale” ha detto. . Numerose polemiche hanno accompagnato la preparazione all’incontro.

“In una comunità l’unità parte dal rispetto. Bandiamo la parole tradimento dal nostro vocabolario. Liberarsi anche dal fatto che ogni volta che qualcuno la pensa diversamente viene additato come in cerca di poltrone” avrebbe tuonato Piero Fassino in direzione Pd. Per il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd: “E’ positivo che sia passata la linea che dice no a un’alleanza con i Cinque Stelle. E’ davvero singolare però che ci sia qualcuno che abbia potuto pensare che i pentastellati sono un interlocutore credibile”.

Per Chiti, “se non si coinvolge l’insieme della nostra organizzazione, gli iscritti, gli elettori, in quello che il partito deve fare non si va da nessuna parte”. Nel Pd, ha osservato ancora, “bisogna, attraverso una discussione vera, seria e responsabile, trovare l’unità. Che non vuol dire l’unanimità ma assumere un’impostazione e poi sostenerla tutti una volta che è stata affrontata e discussa”.

Intanto c’è l’ultima chiamata per i partiti: Sergio Mattarella li ha convocati per lunedì al Quirinale, in un solo giorno, per il terzo e ultimo giro di consultazioni-lampo visto che “le posizioni di partenza sono rimaste immutate”. Dunque un’accelerazione per dare un governo al Paese e stanare i partiti.

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