Tromba d’aria, Mario Tozzi: “Come proteggersi e si possono prevedere”

Interviste

Violenta tromba d’aria ieri a Caserta ha provocato ingenti danni alle strutture e otto feriti. Lo Speciale ha intervistato il geologo Mario Tozzi, noto divulgatore scientifico, autore e conduttore televisivo di programmi noti e documentari. Con lui abbiamo cercato di capire soprattutto quanto ci possa essere di straordinario in un evento del genere. Degli otto feriti, uno sarebbe in condizioni gravi visto che il tornado ha rovesciato la roulotte in cui si trovava. I danni sono ingenti. Le aree pi√Ļ colpite sono quelle di Recale, San Nicola la Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni. La tromba d’aria ha abbattuto alberi, pali della luce, segnali stradali, cartelloni pubblicitari, insegne di negozi. Molti gli alberi caduti sulle strade bloccando la circolazione.

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Professor Tozzi, la tromba d’aria che ha devastato ieri Caserta pu√≤ essere considerata un evento normale per il nostro Paese o ha carattere straordinario?

“Non lo definirei straordinario, le trombe d’aria in Italia ci sono sempre state, non √® la prima volta che si verifica un evento del genere cos√¨ forte”.

Eppure certe immagini che si sono viste a Caserta sembrano tipiche dei tornadi della Florida.

“Questo √® vero, ma dobbiamo abituarci a pensare che questa diventer√† la regola. Avere queste perturbazioni al di fuori dei territori normalmente interessati, sar√† sempre pi√Ļ probabile. In Italia per√≤ queste trombe d’aria cos√¨ violente l’abbiamo gi√† viste in passato, in Brianza per esempio e alcune volte nel Salento dove c’√® un vero e proprio corridoio per i tornado e le trombe d’aria. Quindi sono fenomeni conoscibili, non vengono fuori dal nulla. Ci colpiscono perch√© forse sono pi√Ļ violenti del solito, ma del tutto normali”.

C’entrano qualcosa i cambiamenti climatici che stiamo subendo?

“Certamente. Essendoci pi√Ļ calore nell’atmosfera vuol dire che c’√® pi√Ļ energia, e questa energia deve essere evacuata con perturbazioni a carattere violento. Del resto gi√† nel 1456 un tornado vero spazz√≤ via 250 chilometri¬† di Italia con morti, edifici e chiese distrutte, accompagnato da un rombo assordante. Lo racconta Macchiavelli. Quello quasi certamente fu un tornado a vortici multipli, ma abbiamo ogni anno almeno una trentina di trombe d’aria. Nell’Appennino centrale, sulla costa tirrenica, in Puglia, nella Pianura padana e in Sicilia sono molto probabili”.¬†

Saranmo sempre maggiori certi eventi atmosferici alla luce dei cambiamenti climatici?

“S√¨, saranno sempre maggiori come frequenza, come numero e come violenza, perch√© c’√® pi√Ļ calore nell’atmosfera. La tromba d’aria del resto √® simile al tornado, passa velocemente, dura poco tempo, √® molto concentrata, √® soltanto di dimensioni pi√Ļ piccole”.

Ci sono segnali che possano preannunciare l’arrivo di una tromba d’aria o si tratta di un evento imprevedibile?

“Di fronte a certi tipi di perturbazioni, pu√≤ essere prevista. Sappiamo per esempio che, soprattutto sul finire della stagione estiva, la presenza di fronti d’aria perturbanti con le nubi disposte in una certa maniera, potrebbero far discendere come appendici a forma di tubo trombe d’aria e tornadi. Quindi una certa previsione si pu√≤ fare anche se non con la massima precisione. Perch√© la tromba d’aria si formi servono dei centri di bassa pressione che abbiano gi√† una struttura a vortice con il vento che ruota in una zona centrale. L√¨ si forma il vuoto e la pressione √® in quel punto √® pi√Ļ bassa rispetto a quella circostante. Ecco perch√© quando un tornado passa su un’abitazione sembra farla implodere. Ci√≤ avviene proprio perch√© si confronta con una pressione pi√Ļ bassa”.

Cosa bisognerebbe fare quando ci si accorge che sta per arrivare una tromba d’aria particolarmente violenta?

“Dalle zone in cui passa il tornado bisogna andare via come avviene negli Usa quando arriva un ciclone. Vanno chiuse le case e ci si deve far ritorno quando tutto √® passato. Non ci sono alternative. L’unico modo per proteggersi √® allontanarsi dal luogo dell’evento, non gli si pu√≤ tenere testa e nessun edificio alla fine pu√≤ essere sicuro”.

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Americo Mascarucci
Dal 1998 giornali e uffici stampa sono stati la mia casa, mi sono occupato di cronaca nera, bianca, rosa, rossa. Ho iniziato raccontando i fatti di paese e di provincia come corrispondente del quotidiano ‚ÄúIl Tempo‚ÄĚ nella redazione a Viterbo, poi ho ottenuto l‚Äôassunzione in un giornale del gruppo Nuovo Oggi. Solo alla fine approdo nel meraviglioso mondo degli online che non ho pi√Ļ lasciato