Aldo Moro, G. Chiesa: “Brigatisti bugiardi, basta pietismo “

Interviste

Aldo Moro, quarant’anni fa il rapimento dello statista democristiano, le lunghe settimane di prigionia e poi il barbaro assassinio. Divampano le polemiche per la presenza degli ex brigatisti in tv. Lo Speciale ne ha parlato con Giulietto Chiesa, giornalista esperto di scenari geopolitici, che ne ha per tutti: dagli ex britatisti “bugiardi” ai tanti che non hanno voluto trovare la verità sul delitto Moro.

LEGGI SU LO SPECIALE LE POLEMICHE SUI BRIGATISTI IN TV

Quanto c’è ancora di misterioso a distanza di quarant’anni sul caso Moro?

C’è ancora tantissimo da chiarire. Nessuno per esempio ha mai voluto connettere i vari punti fin qui scoperti con le inchieste condotte a pezzi dai magistrati. Ci sono fatti che hanno un’evidenza clamorosa, resi noti dal senatore dell’ex Pci Sergio Flamigni a proposito del covo di via Gradoli dove ci sono e c’erano già allora prove indiscutibili di connessioni fra le Brigate Rosse e i servizi segreti italiani, a loro volta guidati da quelli americani. Sappiamo molto del rapimento, dell’uccisione di Moro e degli agenti della scorta, ma ormai è evidente che molte cose nella ricostruzione ufficiale dei fatti non corrispondono alla realtà. Non è mai esistita una reale ricostruzione di tutti gli eventi che era possibile fare allora e fare oggi. Evidentemente ci sono forti pressioni politiche perché non si arrivi alla piena verità”.

E’ vero che a volere la morte di Moro erano sia la Cia che il Kgb?

“E’ del tutto evidente che le Br erano uno strumento nelle mani dei servizi segreti americani. Il rapimento Moro può essere chiaramente definita un’operazione sotto falsa bandiera che serviva ad impedire al Partito Comunista di allora di accedere al governo del Paese. E’ stato ucciso per questo. Gli Stati Uniti d’America avevano deciso che l’operazione denominata compromesso storico non andava fatta. Non c’è invece nessuna traccia che porti ad un intervento sovietico. Io stesso ho parlato a lungo con Ferdinando Imposimato che si è occupato del caso e lui stesso ha sempre escluso qualsiasi pista russa nella vicenda. Così come l’ha sempre esclusa nell’attentato a Giovanni Paolo II. Non c’è una sola prova su un possibile intervento sovietico, solo tante illazioni infondate”.

Quindi le Br secondo lei sono un prodotto della Cia?

“Le tensioni sociali, la presenza di persone spostate, l’azione di gente imbevuta di fanatismo, sono elementi che ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Poi ci sono interi uffici specializzati incaricati di utilizzare ogni volta questi spostati. Può essere pure che persone come Renato Curcio ed altri sul principio potessero essere sincere seppur incapaci di comprendere la realtà, ma poi sono subentrati i servizi segreti e li hanno utilizzati per i loro fini e per condizionare i processi politici in Italia. Purtroppo ci sono colleghi giornalisti che queste cose fanno fatica a capirle”.

Ci sono polemiche per la presenza degli ex brigatisti in Tv. E’ giusto dare spazio e voce ai protagonisti degli anni di piombo?

“Considero repellente un certo modo di riabilitare queste persone, facendo credere che si sono pentite e che quindi ci portano delle novità. In realtà la maggior parte di loro sono bugiardi che hanno mentito in tutti questi anni per avere salva la vita. Hanno raccontato colossali bugie per coprire se stessi e gli altri. C’erano capi delle Br che erano in stretto contatto con i servizi segreti e poi c’erano tanti cretini che non capivano niente allora, e non capiscono niente neanche adesso. Ma hanno mentito e continuano a mentire. Quindi quando vengono intervistati bisognerebbe almeno avere chiaro questo quadro invece di lasciarsi coinvolgere da un falso pietismo. Nessuna pietà per questi ingenui, e non voglio aggiungere altro, che hanno pure contribuito a realizzare i disegni eversivi della P2 e di Licio Gelli distruggendo l’Italia” 

 

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