Due madri su atto di nascita, Adinolfi (PdF): “Assurdo, oltre che violare la privacy”

Interviste

Per la prima volta un bimbo nato in Italia potrebbe avere sull’atto di nascita due madri. Lo Speciale ne ha parlato con Mario Adinolfi leader del Popolo della Famiglia. Il Tribunale di Pisa si è infatti rivolto alla Corte Costituzionale ipotizzando che, impedire di riconoscere le due mamme,  violi i diritti fondamentali del bambino. Il piccolo, concepito con la fecondazione eterologa, è stato partorito a Pisa da una donna americana sposata con un’italiana. E sul certificato di nascita, sul quale al momento compare solo il nome della madre gestazionale (quella cioè che ha portato avanti la gravidanza), è scritto che il piccolo è nato con l’eterologa: anche in questo caso si tratta di una assoluta novità in Italia.

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Due madri sul certificato di nascita. Se la Corte Costituzionale darà ragione al Tribunale di Pisa la cosa è fatta. Come commenta?

“Che siamo in presenza dell’ennesimo tentativo di aggirare la volontà del popolo sovrano espressa dal Parlamento, quando due anni fa in sede di approvazione della Legge Cirinnà sulle unioni civili, stralciò l’articolo 5 sulla stepchild adoption. Si trattò di una decisione politica supportata da tutti i gruppi parlamentari perché appariva chiara la volontà del popolo italiano, espressa dalla maggioranza del Parlamento, di assicurare al bambino il diritto di avere la mamma e il papà. Questa decisione politica continua ad essere aggirata da tre anni a questa parte attraverso vari interventi giurisprudenziali. Ai magistrati andrebbe ricordato che le norme vengono emanate dal luogo deputato che è il Parlamento e che loro sono chiamati ad applicarle. Chi tenta di aggirarle forse andrebbe quantomeno richiamato dall’organo deputato, il Consiglio superiore della Magistratura”.

Come giudica la decisione del Tribunale di Pisa di rivolgersi alla Corte Costituzionale per contestare una norma di legge giudicandola discriminatoria?

“Mi sembra un’altra anomalia tutta italiana. Purtroppo abbiamo assistito negli ultimi anni spesso a sentenze della magistratura che sono sembrate ispirate da motivazioni ideologiche. Le sentenze però dovrebbero applicare le norme, non modificarle, altrimenti la divisione fra poteri dello Stato viene meno. Se una norma è ritenuta sbagliata si cambia in Parlamento, non lo si può fare per via giurisprudenziale. E’ un pò come avvenuto con il processo a Marco Cappato. Nonostante il quadro normativo sull’aiuto al suicidio sia molto chiaro, il Tribunale di Milano ha deciso di rimettere la questione alla Corte Costituzionale. Secondo me senza motivo visto che la legge al riguardo non si presta ad equivoci”.

E sul fatto che l’atto di nascita contenga il riferimento all’eterologa?

“Anche questo aspetto direi che è totalmente anomalo con l’aggravante di rappresentare un serio rischio di violazione della privacy del bimbo. Non si è sempre sostenuto che il primo interesse da salvaguardare dovrebbe essere quello del minore? Ecco, il diritto di un figlio è quello di sapere di essere nato da un uomo ed una donna certi, e non di essere stato partorito con chissà quale altro metodo e chissà da chi”.   

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