Facebook. Bannon, mente di Cambridge Analytica. E Cantone evoca il GF

Politica

Cambridge Analytica è un’idea di Bannon? E la trasparenza è anche un rischio su Facebook? Alla seconda domanda risponde Raffaele Cantone. “Ci avviciniamo sempre di più un mondo che è, apparentemente, sempre più trasparente” ma non è così spiega il presidente dell’Autorità anti-corruzione intervenendo sul data-gate che sta travolgendo il colosso social Facebook, nel corso di Non Stop News, la trasmissione di informazione condotta da Pierluigi Diaco, Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi, in onda su Rtl 102.5.

I dubbi su Fb spuntano il giorno che esce un’altra notizia: l’ex stratega della Casa Bianca, Steve Bannon, è accusato di essere la mente di Cambridge Analytica e del suo programma per raccogliere dati personali tramite Facebook e creare profili elettorali, come ha rivelato al Washington Post un ex dipendente della società. Bannon è stato vice presidente e segretario di Cambridge Analytica fino a quando non si è dimesso per guidare la campagna di Donald Trump ad agosto 2016.

Secondo quanto riferito, il programma ha testato varie frasi, tra cui alcune espressioni usate in campagna elettorale dal presidente Donald Trump, come “drenare la palude” e “stato profondo”, come un modo per persuadere gli elettori, ha detto Chris Wylie al Washington Post. Wylie ha dichiarato al The Washington Post che la società ha speso quasi un milione di dollari per i dati nel 2014 – inclusi i profili di Facebook – e la spesa è stata approvata da Bannon.

“Dovevamo convincere Bannon ad approvare tutto a questo punto: Bannon era il capo di Alexander Nix”, ha spiegato Wylie, facendo riferimento al Ceo della società, che è stato sospeso ieri. “Alexander Nix non aveva l’autorità per spendere tanti soldi senza approvazione”.

E in qualche modo Cantone spiega il rischio che la libertà sia in serio pericolo se si agisse così: “La trasparenza è un valore positivo che espone però a rischi enormi- ha oggi concluso Cantone- a rischi di controlli massicci”.

D’altronde, il punto è che quando il mondo gira sempre più intorno agli algoritmi, ma non si capisce chi li compone e per quali obiettivi, esiste un problema innegabile. “Se ciò che è venuto alla luce di questi giorni fosse vero- sottolinea Cantone- e se sono stati profilati i dati di tantissime persone e su quei dati è stata fatta una campagna elettorale, mi sembra che la profezia del Grande Fratello si stia avverando e c’è il rischio di un controllo elettronico della nostra vita si stia avverando. Questo pone interrogativi morali ed etici di cui governi dovrebbero farsi carico”.

 

 

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